Borse europee pimpanti. Sostegno da asta spagnola, rendimento decennale italiano sotto il 4%
(Finanza.com)

Mercati azionari europei intonati al rialzo nella prima parte di giornata nonostante i deboli riscontri arrivati dagli indici Pmi di Cina e Germania. A guidare i rialzi odierni c'è la Borsa di Madrid con l'indice Ibex in progresso dell'1,3% alle 11.40 sospinto dal buon esito dell'asta di titoli a breve. Rialzo nell'ordine dell'1% per Piazza Affari, mentre il Dax di Francoforte sale dello 0,55% dopo un breve excursus in rosso a metà mattinata dopo l'uscita del debole Pmi manifatturiero tedesco.

Asta spagnola agevola ulteriore restringimento degli spread
Guardando all'obbligazionario l'ottima asta spagnola ha favorito un ulteriore restringimento degli spread. Quello tra Btp e Bund è sceso sotto i 280 punti base con il rendimento del decennale sceso sotto la soglia del 4% per la prima volta dal novembre 2010. In calo anche il rendimento del Bonos decennale al 4,3%. 
Il Tesoro iberico ha collocato titoli di Stato a breve termine per poco più di 3 miliardi di euro. Nel dettaglio Madrid ha allocato titoli a nove mesi per 2,156 miliardi di euro al rendimento medio dell0 0,787%, in calo rispetto all'1,007% dell'asta di titoli con analoga durata tenuta un mese fa. Il bond a 9 mesi a partire da febbraio è andato a sostituire l'emissione mensile di titoli a 18 mesi. Allocati anche titoli a 3 mesi per 885 milioni di euro al rendimento medio dello 0,12%, in diminuzione dallo 0,286% della precedente asta di titoli con analoga durata tenuta a marzo. Per quanto concerne la domanda, il bid-to-cover è stato pari a 3,8 per i titoli a tre mesi (dal 3,3 precedente) e 2,4 volte l'offerta per quelli a 9 mesi (dal precedente 2,4).

Buoni riscontri anche da fiducia consumatori Italia
Guardando all'Italia, ad aprile l'indice del clima di fiducia dei consumatori è salito a sorpresa a 86,3 punti dai 85,3 del mese precedente. I dati Istat rimarcano come sia aumentata la componente riferita al quadro economico (il relativo indice passa da 69,2 a 73,5), mentre diminuisce quella relativa al clima personale  (da 91,4 a 90,5). Gli indicatori del clima futuro e corrente sono entrambi in aumento (rispettivamente da 80,3 a 80,8 e da 89,2 a 90,1).

Nuovi segnali di debolezza dalla Germania
Indicazioni non confortanti sono arrivate invece dalla Germania. L'indice Pmi manifatturiero tedesco (lettura flash) è sceso ad aprile a 47,9 punti rispetto ai 49 punti della precedente rilevazione (consensus era per un dato invariato a 49 punti). Lievemente al di sotto delle attese anche l'indice Pmi manifatturiero dell'eurozona. "Preoccupante che la Germania considerata da tutti la locomotiva dell'economia di Eurolandia sembra essere stata risucchiata nella crisi”, commenta Filippo A. Diodovich, market strategist di IG. E anche le prospettive per i prossimi dodici mesi sono in flessione. Il clima di fiducia delle imprese fornitrici di servizi sull'andamento delle attività economiche nel paese tedesco si è attestato ai minimi da inizio anno.

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