Borsa, crollano le asiatiche, male Milano. ​​​​​​​Tesoro fa il pieno in asta 6,5 mld Btp, ma volano tassi

La catena è cominciata negli Usa (Dow Jones ha perso il 3%) ed è proseguita con cali pesanti a Shanghai, Tokyo e Hong Kong. Le piazze europee in calo di oltre un punto. Spread a 307. E Trump attacca la Fed

Pessima giornata per le Borse asiatiche e, di conseguenza, anche per quelle europee. Dopo la caduta di Wall Street che ieri ha perso oltre il 3 per cento, per i listini azionari orientali è stata una seduta da dimenticare, con le borse di Shanghai e di Shenzhen che hanno accelerato ulteriormente al ribasso. Shanghai ha chiuso con un tonfo del 5,22%, a 2.583,46 punti, mentre Shenzhen è capitolata del 6,445% a 1.293 punti. Il calo di Shanghai è il peggiore dal febbraio del 2016. KO anche la borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei 225 che ha chiuso con -3,89% a 22.590,86 e il Topix -3,52%, a 1.701,86. Seoul ha ceduto il 4,14%, a 2.136,31 mentre Hong Kong ha perso -3,88%, a 25.280,90 punti.

La caduta di Wall Street si è fatta sentire anche sui mercati europei con Piazza Affari che conferma il momento no aggiornando i minimi di periodo. L'indice Ftse Mib cede oltre l'1% e in avvio di giornata si è spinto fino a un minimo a 19.387,03, livello più basso da febbraio 2017. Da inizio mese l'indice guida italiano ha ceduto oltre il 6% (-9,5%  da quando è stato presentata la NADef il 27 settembre). Ieri Piazza Affari aveva ceduto l'1,7% con il tracollo dei titoli del lusso e quelli automotive condizionati entrambi dai timori sulla crescita globale e in particolare di una debole domanda cinese. Sul parterre milanese spicca anche oggi la debolezza di Ferrari, arrivata a cedere il 6% e che è scivolata sotto la soglia psicologica di 100 euro. Non vanno molto meglio le altre europee: il Dax di Francoforte segna -0,98%; il Cac (Parigi) perde l'1,2%), l'Ftse 100 di Londra è in calo dell''1,47; l'Ibex 35 (Madrid) perde l'1,50%

Spread  - Sul fronte spread, il differenziale di rendimento è di nuovo tornato sopra i 300 punti base (307). Ieri sera Fitch Rating ha detto di intravedere "rischi considerevoli" per i target (della legge di bilancio), specie dopo il 2019. Il rating che Fitch ha sull'Italia è pari a "BBB" due gradini sopra il livello junk, con outlook negativo. La prossima revisione messa in programma da Fitch è nel primo trimestre 2019. Prima si esprimeranno S&P (26 ottobre) e Moody's, con soprattutto quest'ultima che con molta probabilità provvederà al taglio del merito di credito sull'Italia.

Tesoro fa il pieno in asta 6,5 miliardi Btp, ma volano tassi -  Ieri l'asta Bot ha visto i rendimenti raddoppiare a quota a 0,949%, pari al rendimento massimo da 5 anni. Indicazioni non confortanti dalla domanda, scesa ai minimi a sei mesi. Oggi il Tesoro ha fatto il pieno in un'asta di 6,5 miliardi di euro di Btp a medio-lungo termine, registrando tuttavia tassi in forte rialzo. Per collocare i 3,5 miliardi di euro di Btp 3 anni ottobre 2021, via XX settembre ha pagato un rendimento del 2,51%, in crescita di 1,31 punti percentuali rispetto all'asta di settembre. La domanda è stata di 1,26 volte l'offerta. Il tasso degli 1,5 miliardi di Btp 7 anni novembre 2025 venduti è del 3,28%, in aumento di 0,74 punti percentuali dal mese scorso, con una domanda di 1,90 volte l'offerta. Il Btp 15 anni settembre 2033, piazzato per 941,7 milioni, rende invece il 3,66%, con un rapporto di copertura di 1,41, e il Btp 30 anni febbraio 2037 è stato ricollocato per 558,3 milioni di euro, con un rendimento del 3,79% e una domanda di 1,9 volte l'offerta.

La debacle di Wall Street e l'affondo di Trump contro la Fed - Quella di ieri è stata una seduta da dimenticare per la Borsa americana (la seduta peggiore dallo scorso febbraio). A soffrire di più è stato il settore tech, che ha evidenziato la perdita più forte in sette anni. I motivi di incertezza, come ricordano alcuni operatori in queste ore, sono numerosi e vanno dalla risalita dei rendimenti (tassi dei Treasury ai massimi a 7 anni e mezzo) alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, senza tralasciare la questione italiana. Il Dow Jones ha chiuso in calo di 831,83 punti a 25.598,74 punti, con Intel e Microsoft che hanno perso ciascuno più del 3,5%. Il Nasdaq Composite è scivolato del 4%, a 7.422,05 punti. Per l'indice Tecnologico è la peggior seduta dal referendum Brexit (giugno 2016).

Nel commentare la possibilità che l'escalation della guerra commerciale sia stata responsabile del forte tonfo che ha colpito Wall Street, Trump ha detto che il problema che ha è "con la Fed". Intervistato da Fox News, Trump ha ribadito di non essere contento della banca centrale guidata da Jerome Powell (selezionato dallo stesso Trump), affermando che l'istituto "is going loco". (Loco significa pazzo in spagnolo). Più tardi è tornato alla carica: sostenendo che la Banca centrale è "troppo aggressiva" nell'innalzare i tassi di interesse. "Penso che stiano commettendo un grosso errore",

 

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