Borsa, Ucraina affossa Piazza Affari: Mib sotto quota 20mila. Mosca a -10.8%

Milano, 3 mar. (LaPresse/Finanza.com) - Inizio di settimana in profondo rosso per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha perso il 3,34% scivolando di slancio sotto la soglia psicologica dei 20.000 punti. L'indice Ftse Mib ha chiuso a 19.759 punti. A pesare il deterioramento della crisi in Ucraina con l'occupazione della Crimea da parte dei militari russi. Secondo le ultime indiscrezioni la Russia avrebbe intimato alle forze ucraine in Crimea di arrendersi entro le 5 di domattina (le 4 ora italiana), pena un attacco militare. A Mosca l'indice principale della Borsa ha lasciato sul parterre oltre 10 punti percentuali, mentre la Banca centrale russa ha inaspettatamente alzato i tassi al 7 per cento. Sul valutario si sono rafforzati il franco svizzero e lo yen, considerati da sempre beni rifugio. Il petrolio ha invece ripreso a correre superando la soglia dei 105 dollari al barile.

Il comparto bancario è finito sotto i riflettori. Unicredit ha mostrato un tonfo del 5,98% a 5,42 euro annunciando la chiusura temporanea delle sue filiali nella capitale della Crimea, Sinferopoli. Le vendite hanno colpito anche Ubi Banca (-4,69% a 5,995 euro), Intesa SanPaolo (-4,10% a 2,154 euro), Mediobanca (-3,04% a 7,005 euro), Popolare di Milano (-3,48% a 0,555 euro) e Montepaschi (-2,99% a 0,178 euro). Il Banco Popolare (-1,63% a 1,569 euro) ha limitato in parte i danni beneficiando della promozione arrivata questa mattina da Deutsche Bank. Tonfo di Buzzi Unicem, che ha lasciato sul parterre il 7,55% a 13,96 euro, in scia alle tensioni in Ucraina. Il 16% dell'Ebitda dell'azienda italiana specializzata nella produzione di cemento proviene infatti dalla Russia e dall'Ucraina. Male anche i colossi pubblici dell'energia: Enel ha mostrato una flessione del 3,28% a 3,598 euro, mentre Eni ha perso l'1,77% a 17,17 euro.

Tonfo drammatico per la Borsa di Mosca. L'indice Micex ha terminato la seduta odierna registrando un calo del 10,79% a 1.288,81 punti.

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