Borsa, timori su governo Letta affondano Milano (-2,1%),tonfo Mediaset

Milano, 26 ago. (LaPresse/Finanza.com) - La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso con l'indice Ftse Mib, che ha toccato i minimi intraday a 16.905 punti, che ha chiuso con una flessione del 2,10% a 16.977 punti. A pesare su Piazza Affari, nettamente la peggiore tra le principali Borse europee, sono stati i timori di una crisi di Governo, amplificati dopo un weekend tesissimo tra i due principali partiti della maggioranza che sostiene il governo Letta.

Preoccupazioni che si sono viste anche sul secondario dove lo spread Btp-Bund è salito vicino ai 250 punti base prima della tre giorni di aste del Tesoro. Nel frattempo Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, ha dichiarato che i tassi d'interesse nell'eurozona non resteranno bassi per anni perché aumenterebbero i rischi per la stabilità finanziaria. Sul fronte macro, negli Stati Uniti gli ordini di beni durevoli a luglio sono scesi del 7,3%, peggio delle attese che indicavano un calo del 4 per cento. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 3,79% a 3,45 euro, Banco Popolare il 4,23% a 1,065 euro, Unicredit il 3,50% a 4,416 euro, Mediobanca il 3,42% a 4,796 euro, Monte dei Paschi il 3,37% a 0,22 euro, Intesa SanPaolo il 3,33% a 1,511 euro.

La maglia nera sul paniere principale è stata indossata da Mediaset che ha lasciato sul parterre il 6,25% a 3,15 euro. Male GTech (-4,69% a 20,72 euro) in scia ad un articolo apparso nel fine settimana su Il Sole 24 Ore secondo cui gli interventi su Imu, Iva e Cassa integrazione potrebbero essere finanziati in parte da un aumento delle accise su giochi, bolli, sigarette e alcolici. Il clima di incertezza si è fatto sui colossi pubblici: Finmeccanica ha perso il 3,94% a 3,902 euro, Enel è arretrata del 2,28% a 2,566 euro. Più contenuta la flessione di Eni che ha lasciato sul parterre l'1,15% a 17,23 euro. Pirelli (-2,35% a 9,35 euro) è finita sotto pressione in scia ai rumor provenienti dagli ambienti della Formula Uno.

EUROPA POCO MOSSA. Incipit di ottava in parità per i listini del Vecchio continente. Seduta a due velocità per le piazze finanziarie europee che dopo aver pagato pegno all'incertezza politica in arrivo dal nostro Paese nel corso della seconda parte hanno beneficiato dell'apertura positiva degli indici statunitensi. Con Londra chiusa per festività, il Dax di Francoforte ha terminato in rialzo dello 0,22% a 8.435,15 punti, il Cac40 di Parigi non ha fatto segnare variazioni di rilievo a 4.067,13 (-0,06%) e il listino spagnolo, l'Ibex, si è fermato a 8.649,9, quasi mezzo punto percentuale in meno rispetto al dato precedente (-0,42%). "Sebbene la reazione dei mercati rimanga ancora contenuta (i volumi non sono altissimi), gli investitori potrebbero presto iniziare a scontare la possibilità di una grave crisi di governo che possa portare alle elezioni anticipate", rileva Vincenzo Longo, Market Strategist di IG. "Sarebbe questo uno scenario catastrofico che metterebbe a serio rischio i timidi segnali di stabilizzazione dell'economia visibili negli ultimi dati macro, aumentando il divario con gli altri Paesi europei che beneficerebbero della ripresa dell'eurozona prevista per fine anno".

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