Borsa, spettro Grecia affonda Europa

Milano, 12 set. (LaPresse) - Chiusura in profondo rosso per Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che lascia il 3,89% a 13.474,14 punti e il Ftse All-Share che mostra un calo del 3,62% a 14.373,06 punti. Le voci su un possibile default controllato della Grecia gettano nel panico l'Europa e fanno rivivere un altro lunedì nero ai mercati. Non bastavano le dimissioni di venerdì del capo economista della Bce, il tedesco Jurgen Stark, in disaccordo sul programma di acquisto dei titoli di Stato di Italia e Spagna per evitare un aumento eccessivo dei rendimenti. E' ancora il dibattito a Berlino ad agitare la spirale ribassista. Ieri il vicecancelliere e ministro dell'Economia, Philipp Roesler, non aveva escluso un default di Atene. Oggi il portavoce della cancelliera Angela Merkel ha smentito il ministro e ha affermato che l'obiettivo della Germania è "stabilizzare l'eurozona nella sua totalità".

Nel pomeriggio, a Basilea per un incontro con i banchieri centrali, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha provato a buttare acqua sul fuoco degli istituti di credito europei. I banchieri centrali "hanno le armi" necessarie per fornire liquidità alle banche, ha spiegato il numero uno dell'Eurotower. In questo contesto, chiusura in forte ribasso per le principali Borse europee, con Parigi che guida i ribassi. L'indice Cac 40 cede il 4,03% a 2.854,81 punti, con le principali banche in affanno per le voci sul default controllato della Grecia, verso cui sono le più esposte. Vendite su Societe Generale (-10,75%), Bnp Paribas (-12,35%) e Credit Agricole (-10,64%). A Londra, l'indice Ftse 100 lascia l'1,63% a 5.129,62 punti e a Francoforte il Dax mostra un ribasso del 2,27% a 5.072,33 punti. Male anche l'Ibex di Madrid, che perde il 3,41% a 7.640,7 punti.

A Milano sulle banche ritorna a farsi sentire anche la pressione esercitata dalle turbolenze sui titoli di Stato italiani. Lo spread Btp-Bund è tornato vicino ai livelli record di agosto, attestandosi a quota 380 punti base a pochi minuti dalla chiusura dei mercati europei. Nel comparto bancario del paniere principale, affondano Unicredit (-10,91% a 0,686 euro) e Intesa Sanpaolo (-9,54% a 0,868 euro). Perdono Banco Popolare (-3,05% a 1,018 euro), Popolare Milano (-1,95% a 1,95 euro) e Ubi Banca (-4,18% a 2,2 euro). Per Banca Montepaschi, che ha deciso oggi per la vendita della controllata di Monaco ad Andorra Banc, il rosso si limita all'1,63% a 0,3682 euro.

Nel resto del Mib non va meglio ai titoli ciclici, ovvero quelli che risentono maggiormente dell'andamento dell'economia in generale, come gli industriali e il comparto delle costruzioni. Cadono Ansaldo Sts (-5,53%), Finmeccanica (-3,32%), Buzzi Unicem (-6,86%), A2A (-4,51%), Fiat (-2,97%) e Mediaset (-4,75%). Crolla Fondiaria-Sai (-8,01%) e va poco meglio a Telecom Italia (-5,35%). Limita le vendite Pirelli, che lascia l'1,36% a 4,996 euro. Si salva Stm, che cresce dello 0,48% a 4,21 euro. Fuori dal Mib, balzo della Lazio dopo la prima giornata di campionato. Il titolo della società sportiva cresce del 5,87% a 0,64 euro. Exploit che non riesce alla Juventus, che termina il lunedì successivo al suo esordio vittorioso in campionato in ribasso (-1,53%).

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