Borsa, Piazza Affari chiude positiva con bancari e assicurativi
L'Ftse Mib a 16.519,89 punti, con un guadagno dell'1,37%

Piazza Affari allontana per una giornata le tensioni che contraddistinguono il clima del mercato milanese in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. L'indice Ftse Mib quest'oggi si è infatti mosso al rialzo e ha chiuso la giornata borsistica a 16.519,89 punti, con un guadagno dell'1,37%. Il movimentato è stato agevolato da un lato dal recupero dei titoli finanziari e bancari e dall'altro da fattori tecnici quali la tenuta del supporto statico di area 16.200 punti.

Si mette in luce Assicurazioni Generali, che guadagna la maglia rosa del listino grazie ad un rialzo del 3,74% a 11,65 euro. La vivacità sul titolo è suscitata dall'attesa per domani quando il management presenterà a Londra l'aggiornamento del piano industriale 2015-2018. Si tratterà del primo investor day di Philippe Donnet nei panni di amministratore delegato. Il focus di analisti e investitori è incentrato sulla revisione della presenza geografica, il taglio dei costi (principalmente relativi alla forza lavoro) e alla digitalizzazione dei processi. Dal lato economico, ovviamente, grande attenzione ai target finanziari e patrimoniali. L'euforia sul comparto assicurativo non lascia indenne Unipol cha porta a casa un guadagno del 3,30% a 2,88 euro. Ben comprate anche UniCredit, +2,75% a 2,02 euro, e Intesa Sanpaolo, +2,38% a 2,06 euro.

Il mercato offre un'accoglienza positiva al piano industriale 2017-19 di Enel. Il titolo chiude con un guadagno del 3,13% a 3,76 euro, dopo che in mattinata è stato diffuso il contenuto del piano che punta sulla digitalizzazione del business e all'aumento dei risultati operativi nel prossimo triennio. Promesso un dividendo minimi pari a 0,21 euro per azione sui risultati del prossimo anno. In controtendenza Mps, -2,71% a 0,219 euro, e Azimut, -2,71% a 14,35 euro. Soffre Luxottica che ripiega in area 48 euro, con una flessione del -3,30%. Sull'azienda di Leonardo Del Vecchio pesa il tonfo della rivale francese Essirol, che ha rivisto al ribasso la stima dei ricavi per il 2016.

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