Borsa, Piazza Affari chiude a +1,66% spinta da Grecia e banche
L'indice Ftse Mib che riconquistato la soglia dei 18.000 punti, i massimi da inizio maggio

Piazza Affari ha chiuso ancora in deciso rialzo con l'indice Ftse Mib che riconquistato la soglia dei 18.000 punti, i massimi da inizio maggio. Ancora grandi acquisti sui titoli del comparto bancario, con la coppia Banco-Bpm in maglia rosa sul paniere principale. A sostenere i listini azionari la notizia che l'Eurogruppo ha trovato l'accordo sul versamento degli aiuti alla Grecia e su alcune misure aggiuntive per l'alleggerimento del debito di Atene, condizione sine qua non per la partecipazione del Fondo monetario internazionale al piano di sostegno. I ministri delle Finanze della zona euro hanno deciso di sbloccare i nuovi aiuti per un ammontare complessivo di 10,3 miliardi di euro. Una prima tranche da 7,5 miliardi verrà versata entro giugno. L'Eurogruppo si è anche accordato su un pacchetto di misure destinate ad alleggerire il debito di Atene, pari a 180% del Pil nazionale. Il Fm ha però fatto sapere che per il bailout è necessario avere un piano chiaro e dettagliato sul debito. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,66% a 18.201 punti.

Banche in grande spolvero e sotto i riflettori. Acquisti da capogiro su Banco Popolare (+8,73% a 4,76 euro) e Bpm (+8,27% a 0,55 euro) all'indomani del via libera al progetto di fusione da parte del Cda dell'istituto veronese e del Consiglio di gestione della banca di piazza Meda. Come già annunciato l'Ad del nuovo gruppo bancario sarà Giuseppe Castagna, mentre il ruolo di presidente spetterà a Carlo Fratta Pasini. Il via libera della Bce dovrebbe arrivare a fine agosto e le due assemblee straordinarie dei due istituti sono previsti nel mese di ottobre. In forte rialzo anche Popolare dell'Emilia Romagna (+5% a 4,832 euro) e Ubi Banca (+7,22% a 3,712 euro). Bene anche Unicredit (+2,42% a 3,13 euro) all'indomani del Cda che ha sancito la fine dell'era di Federico Ghizzoni. L'obiettivo è quello di trovare il nuovo amministratore delegato entro il 9 giugno, data del prossimo Cda.

Bene il comparto petrolifero con Eni che ha guadagnato il 3,45% a 13,81 euro e Saipem il 4,34% a 0,38 euro. Brillante Exor (+5,32% a 34,08 euro) nel giorno dell'assemblea dove si è impegnata a ridurre il debito a circa 3 miliardi di euro nel 2017 rispetto ai 3,7 miliardi attuali. Ad inizio maggio la Nav della holding della famiglia Agnelli si attesta a 12,89 miliardi. Telecom Italia (+2,72% a 0,832 euro) è rimbalzata dopo i ribassi delle ultime sedute anche se gli azionisti di Metroweb dovrebbero scegliere l'offerta di Enel e non quella del gruppo tlc. Oggi l'Ad Flavio Cattaneo ha fatto sapere che i valori attuali non esprimono il reale valore di Tim Brasil, sottolineando di non voler aumentare il profilo di rischio nel Paese sudamericano.

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