Borsa, Piazza Affari ancora in ribasso: tonfo Mps, balzo Tenaris
L'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,62% a 16.318 punti

Piazza Affari ha chiuso in ribasso l'ultima seduta di una settimana decisamente negativa per l'indice Ftse Mib, che ha registrato nell'ottava una flessione di oltre 5,5 punti percentuali. Il nervosismo dei mercati è dettato dall'attesa per le elezioni presidenziali americane, in programma martedì, soprattutto dopo la risalita di Donald Trump nei sondaggi. Oltre che sull'azionario, le vendite si sono sentite anche sull'obbligazionario, dove il rendimento del Btp decennale è salito nuovamente sopra all'1,70%. Negli Stati Uniti ad ottobre sono stati creati 161 mila nuovi posti di lavoro, leggermente sotto le attese degli analisti, mentre la crescita dei salari è stata la più alta degli ultimi sette anni. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,62% a 16.318 punti.

Ennesimo tonfo per Mps (-9,17% a 0,211 euro). Dalla presentazione del piano di risanamento, avvenuta lo scorso 24 ottobre, l'azione di Rocca Salimbeni ha perso circa 50 punti percentuali, scendendo sotto quota 0,22 euro da oltre 0,40 euro. Tra le banche da segnalare anche i ribassi di Banco Popolare (-3,52% a 2,302 euro) e Popolare di Milano (-3,67% a 0,364 euro). In rosso Leonardo-Finmeccanica (-3,42% a 10,45 euro), all'indomani dei conti del terzo trimestre, archiviato con ricavi e margini sotto le attese degli analisti. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in calo del 13,4% a 2,62 miliardi di euro e un Ebitda in diminuzione del 7,1% a 274 milioni, mentre sono aumentati gli utili (142 milioni da 36 miolioni) e gli ordini (+17,1% a 2,64 miliardi).

Dopo i conti le vendite hanno prevalso anche su Telecom Italia (-2,66% a 0,75 euro) nonostante il +8,5% dell'Ebitda che si è attestato nel terzo trimestre a 2,2 miliardi di euro. L'utile del gruppo tlc si è attestato a 477 milioni, in crescita del 42,8% rispetto ad un anno fa. Nel comparto petrolifero la pessima settimana del petrolio si è sentita ancora su Eni che ha perso lo 0,94% a 12,59 euro, mentre Tenaris ha mostrato un balzo del 4,72% a 12,87 euro. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con risultati in contrazione, ma migliori rispetto alle stime degli analisti.

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