Borsa, petrolio e Cina affondano Milano: tonfo per Eni e Saipem

Milano, 12 dic. (LaPresse/Finanza.com) - Finale di ottava con la retromarcia inserita per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib è scivolato di slancio sotto la soglia dei 19.000 punti aumentando progressivamente le perdite nel corso della seduta. Vendite generalizzate hanno colpito le banche e soprattutto i titoli legati al comparto energetico dopo che il petrolio è sceso per la prima volta dal 2009 sotto la soglia dei 60 dollari al barile. In chiusura il Ftse Mib ha ceduto il 3,13% a quota 18.600 punti. Le quotazioni del Wti sono scivolate fino ad area 58 dollari, mentre quelle del Brent a 62 dollari. Oggi è arrivato un nuovo taglio delle stime di domanda globale di petrolio per il 2015: l'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha apportato il quarto taglio di stime nell'arco degli ultimi 5 mesi. Secondo l'Aie a pesare maggiormente è la situazione in Russia: la domanda di petrolio russo è stata abbassata di 195 mila barili a 3,4 milioni di barili al giorno. Il cattivo umore dei mercati è stato acuito anche dai deboli dati arrivati dalla produzione industriale in Cina, che ha rallentato più del previsto a novembre.

Il mercato non ha invece cavalcato l'ennesimo dato positivo in arrivo da oltreoceano con la fiducia dei consumatori statunitensi balzata a 93,8 punti a dicembre dagli 88,8 punti precedenti. Il tonfo del petrolio ha contribuito al nuovo tonfo di Saipem scesa del 5,64% a 8,23 euro complice anche lo stop della cessione della quota in mano ad Eni, anch'essa in forte calo (-4,24%). Ieri a mercati chiusi il gruppo del cane a sei zampe ha annunciato di aver al momento sospeso le valutazioni delle opzioni per la valorizzazione di Saipem. A luglio Eni aveva annunciato l'adozione di una nuova struttura organizzativa più focalizzata sul business di esplorazione e produzione e, di conseguenza, la partecipazione in Saipem era stata definita non più strategica per il gruppo. Con questo nuovo scenario gli analisti vedono più probabile la necessità di un aumento di capitale per Saipem. Seduta molto difficile anche per Tenaris (-5,76% a 11,62 euro), anche in questo caso in scia all'effetto petrolio. Il titolo della società attiva nella produzione di tubi per l'esplorazione e la produzione di petrolio è sceso ai sui minimi dal 25 novembre del 2011.

Tra i peggiori performer di giornata spicca poi Yoox (-5,50%) che è stata anche sospesa per eccesso di ribasso. Tra le banche ribassi nell'ordine del 5% per Bper e Bpm. In affanno anche Stmicroelectronics che ha ceduto il 2,81% nel giorno in cui gli analisti di Ubs hanno rivisto al ribasso il giudizio a sell.

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