Borsa, nessun rally dopo voto Grecia, Milano cade con banche

Milano, 18 giu. (LaPresse) - Sarà rimasto deluso chi si attendeva un rally dei listini europei dopo la vittoria alle politiche in Grecia dei conservatori 'pro-euro' di Nuova Democrazia. Se Fitch sottolinea che il default a breve termine di Atene è scongiurato e ha deciso di non porre sotto osservazione per un taglio del rating i Paesi dell'eurozona, la stessa agenzia ha sottolineato che i rischi restano alti. Le tensioni hanno infatti colpito oggi i titoli di Stato di Italia e Spagna sul mercato secondario. I decennali di Madrid hanno toccato un rendimento record del 7,2%, mentre lo spread tra Btp e Bund a 10 anni è tornato vicino ai 470 punti base. Sono proprio le Borse di Milano (anche se pesa pure lo stacco di alcune cedole) e Madrid a soffrire di più. A Piazza Affari il Ftse Mib perde il 2,85% a 13.009,63 punti e il Ftse All-Share lascia il 2,52% a 13.989,51 punti, mentre il listino spagnolo Ibex lascia il 2,96% a 6.519,9 punti. Festeggia invece Atene, con il Ftse Athex 20 che balza del 4,29% a 222,95 punti. E' probabile che il programma di austerità deciso dalla troika (Bce, Ue e Fmi) per la Grecia venga leggermente allegerito per favorire il nuovo governo. In questo contesto, chiusura mista per le principali Borse europee. Il Ftse 100 di Londra guadagna lo 0,22% a 5.491,09 punti, il Dax di Francoforte sale dello 0,3% a 6.248,2 punti, mentre il Cac 40 di Parigi mostra un calo dello 0,69% a 3.066,19 punti.

A Milano il comparto bancario soffre la pressione sui titoli di Stato italiani. Cadono Banco Popolare (-0,97% a 0,921 euro), Banca Montepaschi (-3,43% a 0,1857 euro), Bper (-4,74% a 3,66 euro), Popolare di Milano (-3,26% a 0,3358 euro), Mediobanca (-5,34% a 2,94 euro), Ubi Banca (-3,08% a 2,39 euro) e Unicredit (-4,26% a 2,47 euro). In rosso anche Intesa Sanpaolo (-2,58% a 0,983 euro), su cui però influisce anche lo stacco della cedola. Tra i gestori di risparmio giornata di forti vendite per Mediolanum (-5,52% a 2,36 euro).

Tra gli altri titoli in rosso, anche per effetto della cedola, figurano A2A (-5,11% a 0,3936 euro), Enel (-3,18% a 2,254 euro), Exor (-1,47% a 16,08 euro) e Terna (-0,76% a 2,624 euro). Tra gli industriali debole Fiat (-0,71% a 3,63 euro), mentre brilla Finmeccanica (+2,04% a 2,998 euro). Per rispondere ai rilievi avanzati dall'Isvap sulle operazioni con parti correlate, Fonsai ha convocato per domani un cda. Fuori dal paniere principale, nella galassia Ligresti cede la compagnia assicurativa (-3,16% a 0,949 euro) insieme con la holding di controllo Premafin (-4,27% a 0,1881 euro).

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