Borsa, Milano ripiega nel finale e chiude debole, giù banche

Milano, 7 gen. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso sotto la parità azzerando nel finale i guadagni accumulati in scia alle attese per un intervento deciso da parte della Bce nella riunione del 22 gennaio. Le attese per il quantitative easing in salsa europea sono aumentate dopo il dato sull'inflazione di decembre della zona euro, che ha mostrato il segno meno per la prima volta dal 2009. Su base annua i prezzi al consumo hanno infatti mostrato una contrazione dello 0,2%. A frenare il rimbalzo sono però i timori per le elezioni politiche in Grecia, in programma il prossimo 25 gennaio. Oggi il rendimento del bond decennale ellenico è tornato sopra la soglia del 10% per la prima volta dal settembre 2013. L'altra fonte di preoccupazione resta la discesa del petrolio: questa mattina anche il Brent è scivolato sotto la soglia dei 50 dollari al barile per la prima volta dal maggio 2009. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,11% a 18.123 punti.

La forte ascesa del dollaro, portatosi oggi ai nuovi massimi a 9 anni contro l'euro, ha giovato ai testimonial del lusso di Piazza Affari che sono positivamente esposti al biglietto verde: Salvatore Ferragamo ha infatti mostrato un balzo del 2,68% a 20,29 euro, mentre Luxottica ha guadagnato il 2,02% a 45,82 euro. Il gruppo che fa capo a Leonardo Del Vecchio genera circa il 60% del proprio fatturato negli Stati Uniti. Oggi, inoltre, Deutsche Bank ha fatto il punto sul settore europeo del lusso rivedendo alcuni target price. Su Luxottica confermato il giudizio hold con target price salito da 44 a 48 euro. Rivisto al rialzo anche il prezzo obiettivo di Salvatore Ferragamo passato da 20,5 a 22 euro, anche in questo caso con rating hold confermato. Eni (+0,51% a 13,62 euro) ha archiviato la seconda seduta consecutiva in rialzo dopo il tonfo di lunedì, quando l'azione del colosso petrolifero aveva mostrato una flessione di oltre 8 punti percentuali. Andamento opposto per la controllata Saipem che ha lasciato sul parterre il 2,46% a 8,095 euro. In rosso i titoli del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto l'1,23% a 2,248 euro, Ubi Banca il 2,07% a 5,415 euro, Unicredit lo 0,97% a 4,956 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,25% a 4,99 euro, Banco Popolare lo 0,37% a 9,355 euro, Popolare di Milano lo 0,55% a 0,53 euro.

Tonica Fca (+0,88% a 9,70 euro) dopo i dati sulle immatricolazioni in Brasile diffusi da Fenabrave. A dicembre il mercato carioca delle auto ha messo a segno una crescita del 5% su base annua a 272 mila unità (-9% nel 2014 a 2,5 milioni di unità), mentre quello dei veicoli commerciali leggeri un incremento del 5% annuo a 82 mila unità (+1% nel 2014 a 832 mila unità). Fca, hanno fatto notare gli analisti di Equita, ha sottoperformato nell'auto (-2% annuo, -17% nel 2014) e sovraperformato negli Lcv (+20% annuo e +24% nel 2014) con un effetto mix positivo. "Il dato di dicembre è migliore rispetto alle nostre attese, ma restiamo cauti per il 2015", ha scritto Equita.

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