Borsa, Milano ok ma lontana da massimi: strappa Rcs, frena Generali

Milano, 7 giu. (LaPresse) - A portare in alto la Borsa di Milano nel pomeriggio di scambi ci ha pensato la Cina che ha deciso di tagliare i tassi dopo quattro anni. E ad allontanarla dai massimi sono state le parole del presidente della Fed, Ben Bernanke, che ha lanciato un allarme: la crisi europea porta gravi rischi anche per gli Usa. Alla fine Piazza Affari chiude lontana dai massimi intraday (Mib a 13.702,66) ma comunque in rialzo, con l'indice Ftse Mib che guadagna lo 0,88% a 13.545,32 punti e il Ftse All-Share che sale dello 0,93% a 14.501,32 punti. La Banca centrale cinese ha abbassato il costo del denaro di un quarto di punto per contenere gli effetti di un rallentamento della sua economia. Bernanke ha invece denunciato i rischi che possono arrivare dall'Europa, sostenendo che la Fed è comunque pronta a intervenire se l'attività economica statunitense si indebolisce. Sul mercato obbligazionario del debito dell'eurozona positivi i risultati delle aste di Francia e Spagna, con quest'ultima che è riuscita a pagare tassi sui decennali al 6%, sotto il valore dei suoi Bonos sul mercato secondario. Dal bilaterale tra il premier britannico, David Cameron, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è uscita un'esortazione ai partner europei ad agire presto contro la crisi usando gli strumenti disponibili. In questo contesto, chiusura sopra la parità per le principali Borse europee. Il Ftse 100 di Londra sale dell'1,18% a 5.447,79 punti, il Dax di Francoforte avanza dello 0,82% a 6.144,22 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un incremento dello 0,42% a 3.071,16 punti. A Madrid, l'indice Ibex sale dello 0,3% a 6.438,1 punti e ad Atene il Ftse Athex 20 rimbalza del 3,73% a 177,54 punti.

A Milano misto l'andamento dei bancari. Sulla parità a 2,79 euro rimane Unicredit. Salgono Intesa Sanpaolo (+0,53% a 1,132 euro), Ubi Banca (+1,93% a 2,536 euro), Banco Popolare (+0,7% a 1,007 euro), Bper (+2,12% a 3,85 euro) e Popolare Milano (+1,93% a 0,3548 euro). Debole invece Banca Montepaschi (-0,18% a 0,2241 euro). Dopo la sfiducia a Giovanni Perissinotto come ceo, frena per la prima volta Generali (-1,12% a 9,25 euro). Il primo azionista Mediobanca mostra invece ancora una crescita del 3,05% a 3,308 euro.

Tra gli altri titoli del Mib in leggero calo Impregilo (-0,06% a 3,498 euro) dopo l'annuncio delle dimissioni del vicepresidente Carlo Buora e del consigliere Antonio Talarico. Buona la vena di Telecom Italia (+1,57%), Ferragamo (+4,6%), Prysmian (+3,19%), Saipem (+4,41%), Exor (+2,13%), Fiat (+1,05%), Fiat Industrial (+2,5%) e Finmeccanica (+2,18%). Fuori dal paniere principale nella scuderia Ligresti chiude sulla parità Fonsai (0,9975 euro), sale leggermente Premafin (+0,28%) e brilla Milano Assicurazioni (+8,42% a 0,282 euro). Tonico anche Unipol (+1,72% a 18,95 euro). Vola Rcs Mediagroup che nel pomeriggio ha confermato dopo le indiscrezioni di stampa che per la vendita di Flammarion al gruppo Gallimard le negoziazioni in esclusiva sono "in fase avanzata".

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