Borsa, Milano in netto calo: giù Enel e Ubi dopo conti, ok Saipem

Milano, 13 mar. (LaPresse/Finanza.com) - La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso con l'incertezza politica che è destinata a proseguire nel breve termine. Dopo il downgrade di Fitch sul rating tricolore, oggi Morgan Stanley ha tagliato ulteriormente le stime sul Pil italiano del 2013 che ora dovrebbe mostrare una flessione dell'1,7%. Le vendite sul listino milanese sono aumentate dopo l'asta del Tesoro che ha collocato Btp triennali per 3,32 miliardi di euro, vicino al top della forchetta prevista ma con un rendimento in crescita al 2,48%. A pesare anche il tonfo di Enel, uno dei big di Piazza Affari, dopo i conti del 2012. Sul secondario lo spread è salito in area 320 punti base e il divario con la Spagna si sta assottigliando sempre di più. A livello macro, negli Stati Uniti le vendite al dettaglio di febbraio sono salite dell'1,1% contro attese che indicavano un +0,5%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,74% a 15.745 punti.

Seduta da dimenticare per Enel che ha mostrato un tonfo del 5,98% a 2,612 euro dopo la presentazione dei conti 2012. Il colosso energetico ha subìto un calo dell'utile netto del 79% a 865 milioni di euro a causa principalmente della svalutazione di 2,4 miliardi relativa all'operazione Endesa. Giù del 14,9% l'utile ordinario a 3,45 miliardi, del 4,9% l'Ebitda a 16,74 miliardi, del 31,4% l'Ebit a 7,74 miliardi di euro. Per quanto riguarda il piano 2013-2017, Enel ha previsto cessioni per circa 6 miliardi di euro e ha confermato la politica dei dividendi pari almeno al 40% dell'utile netto ordinario del gruppo lungo tutto il periodo di piano. Male il comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,45% a 1,058 euro, Popolare di Milano il 4,20% a 0,47 euro, Intesa SanPaolo il 2,30% a 1,231 euro, Unicredit l'1,98% a 3,768 euro. Profondo rosso per Ubi Banca (-6,38% a 3,26 euro) nonostante nel 2012 la banca lombarda abbia realizzato profitti per 82,7 milioni di euro dopo la maxi perdita di 1,8 miliardi di euro dell'esercizio precedente, dovuta soprattutto alla contabilizzazione di rettifiche su avviamenti. A fine dicembre il Core Tier 1 di Ubi Banca si è attestato al 10,29% dall'8,56% del 2011, mentre il dividendo è rimasto invariato a 0,05 euro per azione. Nel settore ha viaggiato in controtendenza Mediobanca che è avanzata dello 0,55% a 4,376 euro. Giù anche Mediaset (-4,22% a 1,522 euro) dopo che BofA Merrill Lynch ha tagliato le stime 2013 sulla raccolta pubblicitaria italiana da -4,9% a -9% e sulla raccolta del gruppo di Cologno Monzese da -4,8% a -8,8% di riflesso "al debole inizio d'anno e all'incertezza post elettorale". BofA ha inoltre tagliato il giudizio su Ferragamo (-2,75% a 20,90 euro) a neutral dal precedente buy. Saipem (+2,58% a 23,88 euro) ha proseguito la corsa dopo aver mostrato ieri un balzo di oltre 5 punti percentuali. Il titolo ha beneficiato di un report positivo di Societe Generale, che ha portato il target price della controllata di Eni a 27 euro dal precedente 25 euro confermando la raccomandazione d'acquisto (buy). Secondo il broker francese la guidance sull'Ebit 2013, pari a 750 milioni di euro, è "troppo bassa". Tonica anche Lottomatica (+2,72% a 18,12 euro) dopo aver registrato nel 2012 un utile netto di 232 milioni di euro meglio delle attese che indicavano 212 milioni di euro. "La guidance 2013 è in linea con le nostre previsioni ma con maggiori investimenti per la crescita", hanno commentato gli analisti di Equita. Investimenti che dovrebbero aggirarsi intorno a 350-380 milioni di euro, mentre la sim milanese ipotizzava 290 milioni.

EUROPA DEBOLE. Chiusura mista per le principali Borse europee. L'indice Ftse 100 di Londra cede lo 0,45% a 6.481,5 punti. Piatti invece il Dax di Francoforte (+0,06% a 7.970,91 punti) e il Cac 40 di Parigi (-0,1% a 3.836,04 punti). A Madrid l'indice Ibex arretra dello 0,4% a 8.498,3 punti.

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