Borsa, Milano in deciso ribasso: pesanti banche, ma bene Mps

Milano, 4 nov. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso, con l'indice Ftse Mib scivolato sotto la soglia psicologica di 19.000 punti, dopo le nuove stime pubblicate dalla Commissione Ue che vedono l'economia italiana contrarsi dello 0,4% nel 2014 contro il +0,6% indicato solo sei mesi fa. Bruxelles ha anche dimezzato le stime di crescita per il 2015 a +0,6% dal precedente +1,2%. Il debito/Pil tricolore è previsto al 132,2% nel 2014 e a 133,8% nel 2015. Il peggioramento del quadro economico nella zona euro è evidente anche guardando le stime di altri Paesi (Germania, Francia, Spagna), ridotte drasticamente dalla Commissione Ue. A pesare sul listino milanese anche il tonfo dei petroliferi in scia all'ulteriore discesa del prezzo del greggio. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione del 2,24% a 18.934 punti.

Pesanti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,08% a 11 euro, Popolare di Milano il 4,45% a 0,569 euro, Intesa SanPaolo il 3,59% a 2,198 euro, Mediobanca l'1,79% a 6,82 euro, Ubi Banca il 4,92% a 5,885 euro, Unicredit il 3,14% a 5,54 euro. Balzo di Mps (+5,34% a 0,65 euro) alla vigilia del Cda chiamato ad approvare un nuovo aumento di capitale da oltre 2 miliardi di euro. In attesa dei responsi che arriveranno dal board, il mercato ha guardato all'offerta pervenuta dalla cinese Nit Holding che ha messo sul piatto 10 miliardi di euro per la ristrutturazione del capitale della banca senese. Da Rocca Salimbeni hanno però fatto sapere che non è pervenuta alcuna offerta. Sempre oggi il Santander ha fatto sapere di non avere nessun interesse ad entrare nel capitale di Mps o a rilevare attività che il Monte metterà sul mercato. L'ulteriore calo dei prezzi del petrolio, con il Wti sceso sotto quota 77 dollari al barile, si è fatta sentire sui titoli legati al greggio: Saipem ha mostrato una flessione del 4,84% a 11,79 euro, mentre Eni è arretrata del 3,52% a 16,14 euro. Il colosso petrolifero, come annunciato dall'a.d. Claudio Descalzi, punta entro fine anno a ridurre leggermente il debito sotto i 15 miliardi di euro. Descalzi ha confermato che Eni ha iniziato il processo di vendita del 43% di Saipem, ma non punta ad uno spezzatino della controllata. Dopo il tonfo di ieri, dovuto alle decisioni dell'Authority sulla remunerazione delle attività di stoccaggio, Snam ha centrato il rimbalzo registrando un rialzo del 3,61% a 3,96 euro. Positiva anche Terna che ha guadagnato lo 0,10% a 3,754 euro.

Fca ha perso l'1,57% a 8,775 euro nonostante ad ottobre in Italia ha immatricolato 33 mila vetture con un aumento del 5,6% rispetto all'anno scorso. La quota ottenuta è stata del 27,1% rispetto al 28% di ottobre 2013. Nel progressivo annuo le vendite di Fiat-Chrysler sono state quasi 322 mila (+0,2% rispetto al 2013) e la quota è stata del 27,8%, 1,1 punti percentuali in meno nel confronto con l'anno scorso. La Panda si è confermata ancora un volta la vettura più venduta in Italia e, insieme con la 500, nel segmento A le due vetture hanno ottenuto una quota del 58,4%.

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