Borsa, Milano in cauto rialzo: bene le banche, giù gli industriali
Le piazze del Vecchio Continente archiviano l'ottava finanziaria con una seduta a due facce.

 Le piazze del Vecchio Continente archiviano l'ottava finanziaria con una seduta a due facce. Dopo una mattinata trascorsa nettamente sopra la parità gli indici europei hanno virato verso il basso in direzione dei livelli della chiusura precedente. A smuovere il sentiment è stata la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro Usa, avvenuta nel primo pomeriggio. Per il 77° mese consecutivo le buste paga statunitensi fanno segnare un saldo positivo. Il risultato di gennaio è stato rivisto da 227 a 238 mila unità mentre quello su dicembre è passato da 157 a 155 mila. I disoccupati di lungo termine, quelli che sono senza lavoro da almeno 27 settimane, si sono sostanzialmente confermati a 1,8 milioni. Su base annua il dato segna un calo di 358 mila. In questo quadro il Ftse Mib ha chiuso a 19.658,37 punti in rialzo dello 0,45%.

Dinamica trainata dal comparto bancario, che all'indomani del discorso di Mario Draghi hanno festeggiato con rialzi diffusi. Primeggia Banco Bpm, +6,6% a 2,58 euro, che guadagna la maglia rosa del listino. Ben comprate anche Bper Banca, +3,26% a 4,68 euro, e Unicredit, +3,39% a 14,3 euro, quest'ultima ritenuta "la miglior banca italiana" da Rbc, che in un report di questa mattina ha apprezzato la copertura delle sofferenze post aumento di capitale. Per gli esperti della casa d'affari britannica Unicredit dopo il brillante closing dell'aumento di capitale ha una "sovra-copertura" delle sofferenze "in tutti gli scenari ipotizzati sul recupero crediti, anche in quello più prudente", spiegano gli analisti. Lato ribassi soffre l'industria: vendute le azioni Leonardo, -1,59% a 12,96 euro, Cnh Industrial, -1,2% a 9,03 euro.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata