Borsa, Milano in altalena: in pareggio senza i dividendi
Piazza Affari parte con un -2,1%. Poi risale a -0,2% con lo stacco delle cedole che pesa per l'1,71%. Quindi ricade verso -1,50%

Ritrova la vena la Borsa di Milano dopo una partenza in calo fino al 2%. Nella tarda mattinata l'indice Ftse Mib perde lo 0,2% a 23.402,93 punti, ma a pesare è lo stacco delle cedole. Infatti ben 19 dei 40 titoli del listino princiale staccano la cedola con un effetto sull'indice di circa l'1,7%. Senza questo effetto straordinario il Ftse Mib viaggerebbe in rialzo di oltre 1 punto percentuale. Più tardi, però, si torna a scendere fino a circa l'1,50. Il che significa che, alla fine, si torna praticamente al pareggo. Tra i titoli a staccare la cedola ci sono Intesa Sanpaolo, che perde il 7,45%, Generali, che lascia il 4,65% (più o meno, il valore della cedola), e Unipol, che arretra del 3,5%. Lo spread Btp-Bund, invece, si mantiene sopra quota 170 punti base. Il differenziale, dopo aver toccato i massimi a 175,3 punti nei primi scambi, si attesta a 170,1 punti in tarda mattinata. Il rendimento del decennale italiano è al 2,26% sul mercato secondario.

Domenica Lega e M5S hanno annunciato di aver chiuso l'accordo su premier e squadra di governo. E per il pomeriggio di lunedì è arrivata la convocazione al Quirinale di M5S e Lega, con incontro delle due delegazioni probabilmente nel pomeriggio. I due partiti  avrebbero trovato per il premier una convergenza sul nome di Giuseppe Conte, docente di Diritto Privato, candidato ministro del movimento grillino ben visto anche dalla Lega.

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