Borsa, Milano debole su stallo Grecia: giù banche, strappa Telecom

Milano, 12 nov. (LaPresse) - Dopo una giornata in moderato rialzo, termina sotto la parità la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib perde lo 0,39% a 15.121,7 punti e il Ftse All-Share lascia lo 0,42% a 16.018,55 punti. Dopo le misure di austerità per 13,5 miliardi di euro chieste dalla troika (Bce, Ue e Fmi), il Parlamento greco ha approvato nella notte il bilancio con ulteriori 9,4 miliardi di euro di tagli. Tuttavia secondo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, l'Eurogruppo non darà oggi il via libera alla nuova tranche di aiuti per Atene da 31,5 miliardi perché il governo ellenico non ha ancora messo a punto tutte le misure necessarie per soddisfare le richieste dei creditori internazionali. Arrivando a Bruxelles, il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, ha sottolineato come la Grecia abbia fatto grandi sforzi e come ora sia arrivato il turno dei creditori. Secondo un documento ottenuto dall'Associated Press, gli ispettori della troika sarebbero favorevoli all'estensione del programma di risanamento di Atene di altri due anni. In questo contesto, chiusura debole per le principali Borse europee. Tiene solo il Dax di Francoforte, che sale dello 0,07% a 7.168,76 punti, mentre calano il Ftse 100 di Londra, che perde lo 0,04% a 5.767,27 punti, e il cac 40 di Parigi, che mostra un arretramento dello 0,35% a 3.411,65 punti. A Madrid, l'indice Ibex perde lo 0,9% a 7.567,8 punti, mentre ad Atene l'Athex cede il 3,63% a 772,85 punti.

Sotto i riflettori Telecom Italia, che balza del 4,2% a 0,72 euro. Il titolo ha preso a correre già dalla mattina dopo la notizia della manifestazione di interesse avanzata dal magnate egiziano delle telecomunicazioni, Naguib Sawiris, per una quota di minoranza nel gruppo. Il presidente esecutivo di Telecom, Franco Bernabè, ha spiegato che l'operazione "fa piacere" perché significa "che nell'azienda c'è un importante valore". Tra gli industriali debole Fiat (-3,04% a 3,384 euro), che ha nominato Alfredo Altavilla nuovo ceo dell'area Emea, e pesante Finmeccanica (-4,18% a 3,716 euro). In rosso anche Fiat Industrial (-0,85% a 8,21 euro) che, per sostenere l'integrazione con Cnh, ha deciso la formazione del group executive council, la creazione di quattro posizioni di ceo regionali e di un ceo, che riporteranno al group chief operating officer. Bene Pirelli (+1,46% a 8,675 euro), che ha alzato il velo sui conti dei nove mesi di esercizio. Il gruppo mostra un utile netto di 308,3 milioni di euro, in crescita del 22,7%.

Giornata di conti anche per Enel Green Power (-0,39% a 1,262 euro). Il gruppo delle rinnovabili ha terminato i nove mesi di esercizio con un utile netto in calo del 23,4% a a 278 milioni di euro, ma lo stesso risultato è in crescita del 4,1% al netto di proventi non ricorrenti rilevati nel 2011. Fuori dal paniere principale tonfo per Rcs (-6,06% a 1,24 euro), che ha accusato un perdita nel periodo gennaio-settembre 2012 di 380,5 milioni di euro e stima ricavi "in sensibile diminuzione" nell'esercizio. Tornando al Mib, con lo spread Btp-Bund che si è avvicinato a 370 punti base e il tasso dei decennali italiani che si è posizionato sopra al 5%, chiudono in rosso i bancari. Calano Mps (-3,21% a 0,2017 euro), Intesa Sanpaolo (-1,32% a 1,194 euro) e Unicredit (-0,3% a 3,374 euro).

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