Borsa, Milano chiude in ribasso: debole Telecom, svetta Finmeccanica

Milano, 12 nov. (LaPresse) - Piazza Affari ha chiuso in ribasso in scia al debole andamento di Wall Street, appesantita dalle parole di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, secondo cui i livelli attuali del tapering sono diventati eccessivi e ad un certo punto si dovranno ridurre gli acquisti mensili. Il listino milanese, che ha evidenziato il calo di Telecom Italia e il balzo di Finmeccanica, non ha sfruttato il successo dell'asta Bot a 12 mesi con il Tesoro che ha collocato 6,5 miliardi di euro di titoli allo 0,688%, il rendimento più basso dall'introduzione dell'euro. Secondo Moody's l'Italia tornerà a vedere una crescita positiva nel 2014, mentre quest'anno il Pil dovrebbe subire una contrazione tra il 2% e l'1%. Per quanto riguarda la disoccupazione Moody's stima un aumento tra l'11,5 e il 12,5% nel 2013 e tra il 12 e il 13% nel 2014. Da registrare il balzo di Tokyo che ha sfruttato il calo dello yen favorevole soprattutto per i titoli dei colossi giapponesi dell'export. In questo quadro l'indice Ftse Mib ha perso lo 0,54% a 19.005 punti.

Telecom Italia ha perso l'1,66% a 0,68 euro all'indomani del Consiglio di amministrazione che ha approfondito il processo di vendita della partecipazione in Telecom Argentina, che era già stata discussa nella riunione di giovedì scorso. Il Cda ha confermato il mandato al management di "finalizzare la cessione". Durante la conference di presentazione del piano industriale, l'Ad Marco Patuano aveva fatto sapere che per le attività in Argentina Telecom Italia ha ricevuto un'offerta da circa 1 miliardo di dollari. Galassia Eni sotto pressione: Saipem ha ceduto il 2,13% a 17,49 euro e la casa madre lo 0,83% a 17,90 euro in scia alla chiusura del gasdotto Greenstream che collega i giacimenti libici di Mellitah alla costa siciliana (Gela). La chiusura è avvenuta per motivi di sicurezza. Come riportato dalle principali agenzie di stampa, gruppi armati metterebbero a rischio la sicurezza dei lavoratori. Atlantia ha lasciato sul parterre l'1,37% a 15,84 euro dopo che la Silvano Toti Holding ha annunciato la cessione di 120.600.000 azioni ordinarie di Gemina, pari al 8,2% del capitale sociale ordinario. L'operazione, realizzata attraverso un accelerated bookbuilding rivolto esclusivamente a investitori istituzionali italiani ed esteri, si è chiusa ad un prezzo finale pari a 1,69 euro per azione (per un corrispettivo complessivo pari a circa 204 milioni di euro) e verrà regolata mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo il 19 novembre. Debole il comparto bancario: Montepaschi ha ceduto lo 0,98% a 0,222 euro, Intesa SanPaolo l'1,06% a 1,771 euro, Banco Popolare lo 0,14% a 1,428 euro, Unicredit lo 0,09% a 5,455. In positivo la Popolare di Milano che ha guadagnato l'1,65% a 0,469 euro. Finmeccanica ha invece svettato sul Ftse Mib con un balzo del 4,92% a 5,33 euro con l'Ad Alessandro Pansa che ha iniziato oggi il roadshow a Londra dopo i risultati dei primi nove mesi pubblicati la scorsa settimana.

Enel (+0,61% a 3,31 euro) è stata promossa questa mattina da Morgan Stanley. Gli analisti della banca Usa hanno alzato il giudizio sul titolo a overweight dal precedente equalweight e portato il prezzo obiettivo a 3,50 euro da 2,90 euro. Il successo ottenuto dal piano di riduzione del debito messo in atto da Enel e gli sforzi per incrementare l'efficienza, a detta degli esperti potrebbero sbloccare la crescita dell'utile per azione del colosso energetico e ridurre il divario con le quotazioni dei concorrenti.

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