Borsa, Milano chiude in rialzo nel giorno di Bank of England
La banca centrale britannica ha tagliato i tassi d'interesse

Piazza Affari ha chiuso in rialzo nel giorno della Bank of England. La banca centrale britannica ha rotto gli indugi e, dopo sette anni di immobilismo, ha tagliato i tassi d'interesse al minimo storico dello 0,25%. L'allentamento post Brexit non passa solo dall'intervento sui tassi, ma prevede anche un aumento da 375 a 435 miliardi di sterline del piano di acquisto asset.
Con una votazione 8-1 è stato approvato anche l'acquisto di corporate bond fino a 10 miliardi di sterline. Negli Stati Uniti i dati macroeconomici di oggi, come gli ordini di beni durevoli, sono risultati migliori delle attese. Ora il mercato si concentrerà sui dati del mercato del lavoro Usa (non farm payrolls e disoccupazione).
In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,66% a 16.236 punti.

Tra le banche spunto di Banca Mediolanum (+2,24% a 6,16 euro) che ha registrato a luglio una raccolta netta positiva per 579 milioni di euro, portando il totale da inizio anno a 3,38 miliardi di euro con un incremento del 32% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La raccolta in fondi comuni è stata pari a 430 milioni di euro, il miglior risultato del 2016. A due velocità le due banche che sono finite nel mirino dopo gli stress test dell'Eba: Mps ha lasciato sul parterre il 2,19% a 0,259 euro, mentre Unicredit è avanzata del 2,50% a 1,847 euro. Prese di beneficio su Fca (-0,93% a 5,845 euro) dopo l'exploit di ieri in scia ai rumors di un interesse di Samsung per Magneti Marelli. Secondo i rumors, lanciati dall'agenzia Bloomberg, Samsung potrebbe considerare di comprare l'intera Magneti Marelli.
Un'operazione che potrebbe chiudersi entro la fine dell'anno e valere oltre 3 miliardi di dollari.

Bene Buzzi Unicem (+1,35% a 18,06 euro) all'indomani dei risultati trimestrali migliori delle attese e la decisione del management di rivedere al rialzo la guidance per l'intero 2016, ponendo una crescita target del 4% per l'utile netto. Tenaris (+2,91% a 12,03 euro) positiva nonostante la flessione nel secondo trimestre del fatturato pari al 40%. Più che dimezzato l'Ebitda che si fissa a 124 milioni di euro. Gli analisti hanno però apprezzato il cash flow di Tenaris. Le vendite hanno colpito Salvatore Ferragamo (-1,52% a 20,12 euro) in scia alla bocciatura arrivata da Banca Imi. Gli analisti hanno abbassato il giudizio sulla maison del lusso a "hold" dal precedente "add". Limato anche il target price a 21,90 euro, contro il precedente 25,70 euro.


 

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