Borsa, Milano chiude in rialzo: miste banche, tonfo Mediaset

Milano, 13 feb. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in rialzo in una giornata ricca di spunti macroeconomici, in primis la prima lettura del Pil tedesco del quarto trimestre che ha sorpreso il mercato con un progresso dello 0,7%. Sull'onda di questo risultato alla Borsa di Francoforte l'indice Dax ha superato per la prima volta nella storia la soglia degli 11.000 punti. In Italia nel quarto trimestre il Pil è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre ha segnato una contrazione dello 0,3% su base annua. Sullo sfondo restano le trattative per trovare un accordo sulla Grecia in vista dell'Eurogruppo straordinario in programma lunedì. I mercati scommettono sull'accordo con la Borsa di Atene che è volata, mentre a New York l'indice S&P 500 ha toccato i nuovi massimi storici. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,96% a 21.204,07 punti.

Positivi alcuni titoli del comparto bancario: Intesa SanPaolo il 3,15% a 2,818 euro, Ubi Banca l'1,38% a 6,62 euro, Unicredit il 3,75% a 5,53 euro. Segno meno per il Banco Popolare (-0,86% a 12,75 euro), Popolare di Milano -1,38% a 0,785 euro e Mps (-0,78% a 0,4812 a euro). Dopo l'exploit di ieri in scia alla notizia che dal primo luglio il Tesoro diventerà azionista della banca senese per effetto del contratto sui Monti Bond, il mercato oggi ha preso beneficio. Il contratto dei Monti Bond prevede il pagamento degli interessi sul 2014, pari a 243 milioni di euro, in azioni da luglio in caso di perdita della banca. Il Monte ha infatti chiuso il 2014 con una perdita monstre di 5,3 miliardi di euro. La quota del Tesoro, considerata l'attuale capitalizzazione di Mps, sarebbe pari a circa il 10% dell'istituto e quindi lo Stato diventerebbe maggiore azionista. Lo strappo rialzista del petrolio, con il Brent tornato sopra la soglia dei 60 dollari al barile, si è fatto sentire anche a Piazza Affari: Eni ha guadagnato il 2,33% a 15,84 euro, Tenaris lo 0,67% a 13,50 euro. Segno meno per Saipem, con il titolo che ha chiuso l'ottava a 8,66 euro (-1,37%). Ben comprata Pirelli (+2,95% a 13,24 euro) dopo i risultati preliminari del 2014 che hanno evidenziato la crescita dell'utile operativo (+6,8% a 838 milioni di euro) e dei ricavi (+5,9% a 6,02 miliardi di euro). Una crescita dovuta soprattutto al rafforzamento del segmento "premium", gli pneumatici dell'alto di gamma, che ha controbilanciato il rallentamento in Sud America e le difficoltà in Russia.

Debole Telecom Italia (-0,61% a 0,973 euro) con la controllata Tim Brasil che ha chiuso il quarto trimestre con un utile in calo del 7,7% a 460 milioni di reais.Tonfo di Mediaset (-6,52% a 3,984 euro) dopo che la famiglia Berlusconi, attraverso la Fininvest, ha ceduto 92 milioni azioni Mediaset, pari a circa il 7,79% del capitale del gruppo di Cologno Monzese, ad un prezzo pari a 4,10 euro per azione per un incasso complessivo di circa 377,2 milioni di euro. Fininvest è così scesa dal 41,28% al 33,4% del capitale di Mediaset, mantenendo comunque la presa sulla società televisiva. La vendita è avvenuta sui massimi degli ultimi tre anni. Gli esperti di Deutsche Bank hanno ridotto il giudizio su Mediaset a hold da buy, mentre quelli di Banca Akros a reduce da hold.

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