Borsa, Milano chiude in calo: giù banche, tengono Eni e Saipem

Milano, 26 mar. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in ribasso ma distante dai minimi intraday in scia all'escalation di tensioni geopolitiche dopo l'annuncio dell'inizio dei bombardamenti in Yemen da parte dell'Arabia Saudita. Tensioni che hanno fatto rimbalzare il petrolio, tornato sopra quota 50 dollari al barile, mentre gli acquisti sono scattati anche sull'oro che si è portato oltre i 1.200 dollari l'oncia. Nell'Eurozona sale l'attesa per la lista di riforme che il governo greco dovrà presentare a Bruxelles entro lunedì. Riforme necessarie per sbloccare la tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro. Mario Draghi, intervenuto alla Camera, ha dichiarato che il QE dovrebbe portare un contributo positivo dell'1% sulla crescita del Pil italiano entro il 2016. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,06% a 22.900 punti.

Vendite diffuse sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto lo 0,34% a 14,44 euro, Montepaschi lo 0,81% a 0,609 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,23% a 7,88 euro, Intesa SanPaolo l'1,19% a 3,13 euro, Ubi Banca l'1,44% a 7,145 euro, Unicredit l'1,34% a 6,245 euro. I titoli legati al petrolio hanno limitato i danni grazie al rimbalzo del greggio: Eni e Saipem hanno chiuso invariate rispettivamente a 15,99 euro e 9,65 euro. Quest'ultima, secondo indiscrezioni, sarebbe al lavoro per creare una joint venture in Nigeria con un partner locale. Il progetto rafforzerebbe la presenza di Saipem nel Paese africano. Restando nel comparto energetico sono invece state forti le vendite su Enel che ha lasciato sul parterre l'1,77% a 4,216 euro. Finmeccanica (-1,61% a 10,99 euro) ha annunciato di essersi aggiudicata un contratto del valore di circa 790 milioni di euro per la fornitura di servizi di supporto della flotta di elicotteri AgustaWestland AW101 Merlin con il ministero della Difesa del Regno Unito. Tra i peggiori sul Ftse Mib da segnalare Mediaset che ha chiuso con un ribasso del 3,48% a 4,158 euro.

Terna (-1,22% a 4,036 euro), oltre ai conti del bilancio 2014, ha presentato il piano 2015-2019 che prevede 1,4 miliardi di euro di ricavi cumulati dalle attività non Regolate, un'ulteriore spinta per la crescita dell'Ebitda. L'outlook 2015 vede i ricavi in crescita a oltre 2 miliardi di euro nel 2015, mentre l'Ebitda è atteso in aumento a oltre 1,5 miliardi. Nei prossimi cinque anni Terna prevede un impegno per lo sviluppo della rete elettrica per circa 3,9 miliardi di euro.

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