Borsa, Milano chiude debole: Snam e Terna protagoniste

Milano, 11 feb. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l'attesa degli investitori incentrata sull'Eurogruppo di questa sera che si incentrerà sulla delicata questione Grecia. Il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato di non aspettarsi nessun risultato oggi. Atene punta ad un programma ponte fino ad agosto, anche se questa ipotesi è stata duramente respinta ieri sera dalla Germania, attraverso le parole di Schaeuble e Weidmann. Questa mattina il premier Alexis Tsipras ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Ocse sullo sviluppo del piano di riforme per rilanciare il Paese. I timori sulla Grecia non si sono sentiti nell'asta del Tesoro che ha collocato 7 miliardi di euro di Bot a 12 mesi al minimo storico dello 0,209%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,77% a 20.565 punti.

Snam (+2,96% a 4,248 euro) e Terna (+2,26% a 3,894 euro) hanno sfruttato la decisione della Consulta di bollare come incostituzionale la Robin Tax, la legge introdotta nel 2008 che prevede una maggiorazione dell'addizionale Ires per le compagnie energetiche. "La cancellazione della Robin Tax ha un impatto molto positivo sulle utilities e in modo particolare su quelle che operano in ambiti regolamentati. I maggiori benefici ricadrebbero su Snam e Terna che potrebbero registrare un aumento del 10% dell'utile per azione", hanno spiegato gli analisti di una primaria sim italiana. I titoli hanno sfruttato anche la promozione arrivata da Citigroup: gli analisti hanno alzato il giudizio su Snam a buy dal precedente neutral e su Terna a buy dal precedente sell.Tra le banche spicca lo scivolone di Unicredit (-3,46% a 5,30 euro) dopo la pubblicazione dei risultati preliminari del 2014 archiviato con un utile netto di 2 miliardi di euro, in linea con gli obiettivi, che si confronta con la perdita di 13,9 miliardi dello scorso esercizio sui cui aveva pesato la maxi pulizia di bilancio. In flessione del 3,5% i ricavi che si sono attestati a 22,5 miliardi di euro. Sotto le attese degli analisti i coefficienti patrimoniali. In negativo anche Ubi Banca (-1,18% a 6,305 euro) e Montepaschi (-1,31% a 0,429 euro). Sono invece finite in positivo Popolare di Milano (+1,05% a 0,771 euro) e Intesa SanPalo (+0,39% a 2,60 euro). Il calo del petrolio, con il Wti tornato sotto quota 50 dollari al barile, si è fatto sentire su Eni (-2,14% a 15,09 euro) e Saipem (-2,93% a 8,60 euro).

Debole Finmeccanica (-0,88% a 10,18 euro) che, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, riceverà entro la fine della settimana la "best and final offer" da parte della cinese Insigma per l'acquisto di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. L'offerta di Insigma, ha scritto il quotidiano di Confindustria, ricalcherebbe quella vincolante presentata a metà dicembre e valida fino al 15 febbraio per un ammontare di oltre 1,8 miliardi di euro, di cui circa 100 milioni per Breda e intorno a 1,7 miliardi per il 100% di Sts.

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