Borsa, Milano chiude debole, giù Moncler e Telecom

Milano, 10 dic. (LaPresse/Finanza.com) - Ancora una seduta debole per Piazza Affari che chiude in calo accentuando il saldo settimanale negativo. L'indice Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con un calo dello 0,42% a quota 21.409 punti non traendo beneficio dalla buona intonazione di Wall Street nella prima parte di seduta. A meno di una settimana dall'appuntamento con la Fed, sul fronte banche centrali quest'oggi sia la Bank of England che la Swiss National Bank hanno confermato la loro politica monetaria con tassi invariati come da attese. In Italia oggi il Ministero dell'Economia ha collocato Buoni ordinari del tesoro a 1 anno per 5,5 miliardi di euro. Il rendimento medio è passato dal -0,03 al -0,003%. Il tasso di copertura è sceso dall'1,868 dell'asta dell'11 novembre all'1,651.

Tra le principali storie di Piazza Affari quest'oggi si è assistito al rimbalzo di Mediaset (+1,67% a 3,89 euro) che era reduce da un filotto di ribassi dettato dai timori di un aumento della concorrenza in Italia sul fronte dei diritti tv calcistici (Vodafone dovrebbe presentare la propria tv entro metà 2016) e che Mediaset Premium non raggiunga i target di abbonati previsto per il secondo semestre dell'anno. Tra i peggiori titoli di giornata spiccano Moncler (-3,1%) e Yoox Net-A-Porter (-1,46%), con quest'ultima che ritraccia ulteriormente dai massimi storici toccati a inizio settimana.

In negativo anche Telecom Italia (-1,92% a 1,1122 euro). Oggi gli analisti di Barclays si sono espressi negativamente su un possibile affondo dei francesi di Orange su Telecom Italia ritenendo che l'operazione porterebbe ai francesi poche opportunità di creare valore e l'operazione verosimilmente sarebbe diluitiva per almeno 2 anni. La casa d'affari britannica, che ha giudizio underweight su Telecom Italia con prezzo obiettivo a 1,12 euro, ritiene che l'assemblea del 15 dicembre sarà un'occasione importante per vedere se Vivendi è la benvenuta (il gruppo francese ha chiesto l'allargamento del cda con l'inserimento di 4 suoi consiglieri). Infine Unicredit (-1,15% a 5,12 euro) con il ceo Federico Ghizzoni che ha indicato inizio 2016 come termine per concludere la vendita della controllata in Ucraina, Ukrosotsbank.

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