Borsa, Milano brilla con banche su dati Usa e spread, svetta Mediaset

Milano, 16 ott. (LaPresse) - Giornata brillante per i listini europei, spinti dai dati macro in arrivo dagli Stati Uniti. A Milano l'indice Ftse Mib avanza del 2,53% a 15.985,16 punti e il Ftse All-Share che mostra un rialzo del 2,41% a 16.887,3 punti. La produzione industriale Usa ha mostrato un aumento dello 0,4% a settembre, dopo il calo dell'1,4% di agosto. Il dato è sopra le attese degli analisti, che si aspettavano un +0,2%. Inoltre i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono saliti a un tasso destagionalizzato dello 0,6% a settembre, lo stesso aumento registrato ad agosto. Sui 12 mesi l'inflazione è stata pari al 2%, dato in linea con l'obiettivo della Federal Reserve. Goldman Sachs ha inoltre alzato il velo sui conti del terzo trimestre, mostrando un ritorno all'utile a 1,5 miliardi di dollari, dopo il rosso dello stesso periodo dello scorso anno per le turbolenze dei mercati finanziari. Il profitto è superiore alle previsioni di Wall Street. In attesa del vertice del capi di Stato e di governo Ue di giovedì e venerdì, il Ftse 100 di Londra sale del 2,53% a 15.985,16 punti, il Dax di Francoforte avanza dell'1,58% a 7.376,27 punti e il Cac 40 di Parigi mostra un incremento del 2,36% a 3.500,94 punti. Tonico l'indice Ibex di Madrid, che sale del 3,41% a 7.940,2 punti, mentre ad Atene l'Athex guadagna l'1,78% a 849,82 punti.

Beneficiando del calo dello spread, che chiude sotto quota 340 punti base, il comparto bancario si mantiene in territorio positivo. Salgono Monte dei Paschi (+2,43% a 0,2359 euro), Popolare di Milano (+4,13% a 0,4493 euro), Banco Popolare (+4,19% a 1,292 euro), Intesa Sanpaolo (+4,34% a 1,323 euro), Mediobanca (+1,48% a 4,384 euro), Ubi Banca (+3,99% a 3,182 euro), Bper (+7,83% a 4,876 euro) e Unicredit (+4,56% a 3,626 euro).

Con l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, che ha annunciato ai segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonannni e Luigi Angeletti, che il gruppo non chiuderà stabilimenti in Italia, termina in leggero ribasso Fiat (-0,09% a 4,244 euro), con la holding Exor che sale invece dello 0,63% a 20,66 euro. Secondo il 'Sole 24 Ore' Siemens avrebbe abbandonato la partita per Anasaldo Energia, perché i tedeschi non sarebbero disposti ad aumentare la propria offerta né a prolungare le trattative dopo l'ingresso nella partita della cordata italiana guidata dal Fondo strategico. Termina piatta la controllante Finmeccanica (+0,05% a 4,25 euro) e balza Ansaldo Sts (+1,73% a 6,755 euro). Forti vendite anche su Lottomatica (-2,47% a 16,98 euro), mentre sale Eni (+2,29% a 17,9 euro), con l'ad Paolo Scaroni che ha incontrato l'omologo di Rosneft, Igor Sechin, per discutere dei progetti in comune nel Mare Nero e nel Mar di Barents. Scivola sul fondo del paniere principale Pirelli (-3,2% a 8,325 euro), mentre svetta Mediaset (+7,25% a 1,641 euro).

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