Borsa, Milano azzera perdite dopo Yellen e chiude in lieve rialzo

Milano, 14 nov. (LaPresse/Finanza.com) - Piazza Affari ha chiuso in moderato rialzo (Ftse Mib +0,15% a 18.760 punti) recuperando terreno nel finale di seduta dopo le parole di Janet Yellen, la futura governatrice della Federal Reserve. Yellen ha dichiarato che c'è ancora molto lavoro da fare per rilanciare l'economia e l'occupazione, aggiungendo che togliere ggli stimoli monetari in questo momento sarebbe sbagliato. Parole che suonano come un rinvio al prossimo anno per l'inizio del tapering e che hanno fatto azzerare le perdite sul listino milanese. Nel terzo trimestre del 2013 il Pil italiano è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del nono trimestre consecutivo in rosso. Dall'ultimo Bollettino della Bce è emerso un miglioramento delle aspettative sull'economia e sulla disoccupazione dell'Eurozona. La Bce ha inoltre confermato che i tassi d'interesse resteranno a livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo.

Conti amari per Tod's (-4,44% a 116,10 euro) e Campari (-2,97% a 6,19 euro). Il gruppo della società della famiglia Della Valle ha chiuso i primi nove mesi del 2013 con ricavi in leggero aumento a 752,6 milioni di euro e un margine lordo stabile a 199,5 milioni. Il gruppo del beverage ha archiviato i primi nove mesi del 2013 con un utile netto prima delle imposte in calo del 14,9% a 149,5 milioni di euro rispetto ai 175,7 milioni riportati nello stesso periodo dell'anno scorso. In aumento del 13% le vendite nette ammontate a 1,05 miliardi contro i 931,6 milioni di dodici mesi fa. Terna (-1,33% a 3,572 euro) ha pagato la bocciatura di Credit Suisse. Gli analisti elvetici hanno deciso di abbassare il giudizio sul titolo a neutral dal precedente outperform, con il target price alzato a 3,70 euro da 3,50 euro. Debole il comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,54% a 1,307 euro, Ubi Banca l'1,38% a 4,864 euro, Popolare di Milano l'1,08% a 0,447 euro, Unicredit lo 0,58% a 5,18 euro. In controtendenza Intesa SanPaolo (+0,40% a 1,737 euro). Sul Ftse Mib ha svettato Fondiaria-Sai con un rialzo del 3,83% a 1,898 euro dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2013 con un utile di 323,9 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al rosso di 1,1 milioni registrato nel pari periodo 2012 e nettamente superiore al consensus (250 milioni).

Positivi anche i due colossi pubblici dell'energia: Eni ha mostrato un progresso dell'1,07% a 17,99 euro, mentre Enel è avanzata dell'1,03% a 3,338 euro. Telecom Italia (-0,15% a 0,672 euro) sotto i riflettori dopo aver accettato nella notte l'offerta di acquisto dell'intera partecipazione di controllo detenuta in Telecom Argentina, direttamente ed attraverso Telecom Italia International, Sofora Telecomunicaciones, Nortel Inversora e Tierra Argentea, avanzata dal gruppo Fintech per un importo complessivo di 960 milioni di dollari. Nel frattempo, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, il presidente di Telefonica, Cesar Alierta, ha dichiarato che il gruppo spagnolo non salirà oltre il 15% di Telecom Italia

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