Borsa, Milano affonda con banche: giù Mediaset, bene Luxottica e Rcs

Milano, 2 mag. (LaPresse) - Nuovo tonfo per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che chiude in calo del 2,6% a 14.213,17 punti e il Ftse All-Share che lascia il 2,38% a 15.265,8 punti. Con l'Ecofin in corso per decidere le modalità di applicazione di Basilea 3 sui buffer aggiuntivi di capitale, sul mercato obbligazionario dell'eurozona la pressione rimane alta, soprattutto per gli spread di Italia e Spagna tornati a salire. Il ministro delle Finanze tedesco, Walfgang Schaeuble, ha annunciato che un accordo tra i Paesi Ue dovrebbe arrivare entro la fine di giugno. Tra le principali Borse europee soffre anche Madrid, con l'indice Ibex che cede il 2,55% a 6.831,9 punti. A penalizzare Italia e Spagna anche i dati sulla disoccupazione. Roma a marzo ha toccato il tasso del 9,8%, in aumento dello 0,2% sul mese precedente. Madrid mostra un tasso preoccupante del 24,1%, con una disoccupazione giovanile arrivata al 51,1%. Inoltre, negli Usa Wall Street ha aperto in moderato calo senza aiutare i listini europei. Si salva il Cac 40 di Parigi, che termina gli scambi mostrando un rialzo dello 0,42% a 3.226,33 punti. In rosso invece il Ftse 100 di Londra (-0,93% a 5.758,11 punti) e il Dax di Francoforte (-0,75% a 6.710,77 punti).

A Milano soffrono i bancari. In profondo rosso ci sono Banco Popolare (-4,9% a 1,067 euro), Banca Montepaschi (-5,18% a 0,2544 euro), Bper (-5,44% a 4,384 euro), Popolare di Milano (-5,28% a 0,3515 euro), Intesa Sanpaolo (-4,64% a 1,09 euro), Mediobanca (-2,06% a 3,614 euro), Ubi Banca (-7,13% a 2,606 euro) e Unicredit (-5,65% a 2,836 euro).

Vendite anche su Ansaldo Sts (-4,2% a 6,39 euro) in scia ai conti del primo trimestre 2012 che mostrano un utile in calo del 22,6% a 12 milioni di euro. La controllata di Finmeccanica (-2,09% a 3,178 euro) non ha beneficiato del nuovo contratto da 118 milioni di euro in Australia per la fornitura di un sistema di segnalamento treni.

Pesante anche la galassia Agnelli. Fiat cede il 2,19% a 3,568 euro. Oggi il Lingotto ha annunciato di aver ridisegnato gli accordi sulla sua joint venture in India con Tata Motors. L'attività commerciale farà capo a una nuova società del Lingotto. Completano i titoli nel Mib Fiat Industrial (-3,91% a 8,235 euro) e la holding Exor (-3,07% a 17,03 euro). Fuori dal paniere principale, invece, decolla il titolo della Juventus, che sale del 15,61% a 0,28 euro nel giorno del primo match point possibile per strappare lo scudetto dalle maglie del Milan.

Nel giorno della relazione sul bilancio di mandato dell'Agcom, Mediaset affonda del 6,01% a 1,689 euro. Secondo il presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, le sei reti generaliste di Rai e Mediaset detengono oggi circa il 67% dello share medio giornaliero (era all'85% nel 2005, oltre il 73% un anno fa). Oggi il ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera, ha smentito che sia allo studio un'ipotesi di fusione tra Snam (-2,84% a 3,492 euro) e Terna (-1,64% a 2,764 euro). Tra gli altri titoli si segnalano i cali di A2A (-5,15%), Telecom Italia (-3,14%) e Mediolanum (-3,43%). Salgono Autogrill (+0,6%) . Contrastato il comparto del lusso, con Luxottica (+3,07%) e Ferragamo (-6,6%). Fuori dal paniere principale, nel giorno dell'assemblea, vola del 5,59% a 0,699 euro Rcs Mediagroup. Nella galassia Ligresti cadono Fonsai (-2,48%) e Premafin (-6,19%). Perde anche Unipol (-3,21%). Fissato per oggi pomeriggio l'incontro tra l'ad della compagnia assicurativa bolognese, Carlo Cimbri, e l'Antitrust che ha congelato la fusione che porterebbe al maxi-polo con Fonsai.

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