Borsa, Milano affonda a -3,9%. Spread Btp-Bund a 324 punti

Milano, 2 set. (LaPresse) - Chiusura in profondo rosso per Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che perde il 3,89% a 15.060,79 punti e il Ftse All-Share che lascia il 3,67% a 15.955,2 punti. Nella giornata in cui il top dell'economia e della finanza si riunisce dando inizio alla tre giorni di Cernobbio, sulle sponde del Lago di Como, i mercati vivono un'altra giornata turbolenta e di grosse perdite. Dalle colonne del Sole 24 Ore, il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha lanciato un monito all'Italia. Il numero uno dell'Eurotower ha specificato che "è essenziale che gli obiettivi annunciati di miglioramento delle finanze pubbliche siano pienamente confermati e concretizzati". Servono riforme, ha chiarito Trichet. Inoltre, in Grecia si sono interrotti i colloqui per le misure sulla riduzione del deficit tra la Troika (Commissione europea, Bce e Fmi) e Atene. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha spiegato che la pausa era già prevista, ma è stato smentito da un funzionario Ue, che ha detto che c'erano dissapori tra la missione internazionale e la Grecia. Nel pomeriggio è arrivata poi la doccia fredda dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, con la disoccupazione ad agosto rimasta inchiodata al 9,1%. In questo contesto, chiusura in forte ribasso per le principali Borse europee. Il Ftse 100 di Londra lascia il 2,34% a 5.292,03 punti, il Dax di Francoforte il 3,36% a 5.538,33 punti e il Cac 40 di Parigi il 3,59% a 3.148,53 punti. A Madrid, l'Ibex mostra un calo del 3,4% a 8.463,5 punti.

A Milano una pioggia di vendite colpisce il comparto bancario. Intesa Sanpaolo perde il 4,82% a 1,106 euro. Il consigliere delegato di Ca' de Sass, Corrado Passera, ha dichiarato che la banca non intende cambiare i propri target. "La recessione non è incombente", ha spiegato da Cernobbio. L'altro grande istituto italiano, Unicredit, cede il 5,33% a 0,8975 euro. Ma la maglia nera del paniere principale è Ubi Banca, con un crollo del 6,48% a 2,424 euro. L'agenzia Moody's ha deciso per un taglio del rating a lungo termine dell'istituto, da 'A1' ad 'A2'. In difficoltà anche il resto del comparto, con Banco Popolare (-5,5% a 1,133 euro), Banca Montepaschi (-4,46% a 0,4065 euro) e Popolare Milano (-6,03% a 1,386 euro). "Matteo Arpe è il benvenuto, basta che uno metta i soldi e sono tutti benvenuti", ha affermato arrivando a Cernobbio, Massimo Ponzellini, presidente di Piazza Meda, a proposito della possibile partecipazione del fondo Sator di Arpe all'aumento di capitale di Bpm. Le banche italiane soffrono il pessimo andamento dei titoli di Stato italiani. Lo spread tra Btp e Bund è balzato fino a quota 324 punti base (ovvero il 3,24%).

Forti perdite anche per Eni. Il Cane a sei zampe lascia il 2,69% a 13,77 euro. Un funzionario del Consiglio nazionale di transizione libico ha affermato che Eni è una delle cinque compagnie che ha rimesso piede nel Paese nordafricano per valutare danni e riavviare la produzione. Ma il presidente del Cane a sei zampe, Giuseppe Recchi, ha precisato da Cernobbio che "non c'è ancora nessuna stima sui tempi" per l'estrazione di petrolio in Libia. Per quanto riguarda il gas, la "ambiziosa" ripartenza è stata fissata per il 15 ottobre. Chiude male la giornata anche Atlantia, nonostante l'accordo raggiunto in Brasile per salire al 60% di Triangulo do Sud, che è titolare della concessione di 442 chilomentri di autostrade a pedaggio nello stato di San Paolo, in Brasile, con scadenza nel 2021. La holding che controlla le autostrade italiane crolla del 4,59% a 10,8 euro.

Tra gli altri titoli del Mib si salvano solo Bulgari (+0,08%) e Parmalat (+1,14%). Cadono Generali (-4,82%), Mediolanum (-4,75%), Pirelli (-5,47%), Prysmian (-5,68%), Mediaset (-4,04%) e A2A (-3,03%). In rosso anche la galassia Agnelli, con Fiat che lascia il 4,98% a 4,084 euro. I dati sulle vendite di auto ad agosto hanno mostrato una quota di mercato sostanzialmente stabile in Italia per il Lingotto, al 29%. Chrysler ha registrato invece un balzo delle vendite del 31% negli Stati Uniti rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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