Borsa, lo spread si spinge fino a 216. Pesano le tensioni politiche
Piazza Affari balla intorno alla parità

Piazza Affari chiude male l'ottava pagando l'aumento delle tensioni legate alla nascita del futuro governo. L'indice Ftse Mib ha così chiuso in calo dell'1,54% a 22.394 punti complici soprattutto le forti vendite sulle banche, il settore maggiormente sensibile alla febbre da spread. Proprio il differenziale tra Btp e Bund è stato ancora una volta l'osservato speciale di giornata: dopo un picco toccato sopra quota 217 punti, sui massimi da quattro anni a questa parte, la chiusura lo ha visto ritornare in area 204 punti base.

Il rendimento del decennale italiano si è spinto fino al 2,55% (massimo da ottobre 2014), mentre scende quello del Bund in area 0,40%, con gli investitori che acquistano i titoli di Stato tedeschi in virtù dell'aumento dell'avversione al rischio. Risk-off che ha spinto anche al ribasso l'euro, complice anche la dinamica dei Bonos spagnoli, a loro volta sotto pressione in seguito alla mozione di sfiducia presentata contro Rajoy dal Psoe e alla richiesta di elezioni anticipate avanzata da Ciudadanos. La divisa unica europea, in forte calo soprattutto contro il franco svizzero, ha toccato i minimi a quasi 7 mesi contro il dollaro Usa, nel corso di una seduta che lo ha visto scendere sotto quota 1,17 biglietti verdi.

Lo scontro questa volta è sulla poltrona del Mef. Mentre Matteo Salvini e Luigi Di Maio continuano a insistere sulla nomina di Paolo Savona al dicastero dell'Economia, il Quirinale mette i paletti e parla di inamissibilità di diktat su premier e Capo dello Stato. "Il sospetto è che l'intransigenza di Salvini abbia l'obiettivo di far saltare il tavolo, per andare a nuove elezioni e consolidare l'enorme aumento di consensi che i sondaggi gli attribuiscono", argomenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

 

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