Borsa, giovedì nero per Milano: schizza spread, banche a picco

Milano, 15 mag. (LaPresse/Finanza.com) - E' un giovedì nero per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha chiuso con un tonfo del 3,61% a 20.419 punti, livello minimo da quasi due mesi. A pesare sul listino milanese la discesa a sorpresa del Pil italiano nel primo trimestre del 2014, che ha mostrato una contrazione dello 0,1% rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno. Il dato ha sorpreso il mercato visto che gli analisti avevano previsto un Pil in espansione dello 0,2%. A Piazza Affari le vendite non hanno risparmiato nessun comparto, ma si sono abbattute con vigore sul comparto bancario che ha pagato la repentina risalita dello spread Btp-Bund. Il differenziale è volato oltre 180 punti base, ben 30 punti base in più dei 152 punti base della prima parte di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano, che fino a metà giornata era pari al 2,98%, si è portato ben oltre la soglia del 3%.

Forti vendite sul comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,80% a 11,84 euro, Montepaschi il 6,45% a 21,88 euro, Popolare di Milano il 6,83% a 0,552 euro, Ubi Banca il 7,74% a 5,78 euro, Unicredit il 5,66% a 5,83 euro, Mediobanca il 4,36% a 6,58 euro. Intesa SanPaolo (-6,22% a 2,20 euro) non ha sfruttato i conti del primo trimestre chiuso con un utile netto in crescita del 64,4% a 503 milioni di euro, il più elevato degli ultimi otto trimestri, contro i 306 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è decisamente sopra le attese ferme a 281,5 milioni di euro. Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è salito al 12,6% dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee. Ancora un tonfo per Mediaset (-8,54% a 3,17 euro) che ha risentito di nuovo dei conti del primo trimestre, chiuso con una perdita di 12,5 milioni di euro rispetto all'utile di 9,3 milioni registrato nello stesso periodo dello scorso anno. A pesare sui conti è stata soprattutto l'Italia, dove il gruppo di Cologno Monzese ha riportato un rosso pari a 17,7 milioni di euro. I ricavi del Biscione si sono attestati a 820,8 milioni contro gli 831,6 milioni del primo trimestre del 2013. Nel Belpaese il fatturato è sceso a 620,9 milioni in scia a ricavi pubblicitari per 492,5 milioni di euro (-1,8%). Forti vendite anche su Mediolanum (-7,09% a 5,83 euro), che ieri ha annunciato di aver archiviato il primo trimestre con un utile netto in calo del 41% a 80,9 milioni di euro.

Fiat (-3,64% a 7,13 euro) ha risentito della conferma del giudizio sell da parte di Citigroup. Per il broker Usa il problema più grande per il Lingotto riguarda l'accumulo del debito e l'ammontare degli investimenti richiesti quest'anno per raggiungere gli obiettivi al 2018. Giù anche Exor (-3,65% a 30,01 euro) che ha archiviato il primo trimestre del 2014 con una perdita di 83,2 milioni di euro rispetto all'utile di 51,1 milioni registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Il Net Asset Value (Nav, valore netto degli attivi) è salito a 9,88 miliardi di euro dagli 8,85 miliardi di fine 2013. A fine marzo la posizione finanziaria della holding della famiglia Agnelli era pari a 1,29 miliardi di euro.

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