Borsa, Befana amara a Milano: giù Unicredit e Fca, tiene Ferrari

Milano, 6 gen. (LaPresse/Finanza.com) - Giro di boa settimanale con fitte vendite per Piazza Affari scivolata ai minimi da metà dicembre. L'indice Ftse Mib ha chiuso la seduta semi-festiva nel giorno dell'epifania in calo del 2,67% a quota 20.422 punti, sui minimi dallo scorso 14 dicembre. Sui mercati pesano le tensioni geopolitiche con la Corea del Nord che ha annunciato il suo quarto test nucleare, il nuovo tonfo del petrolio e la mossa della Cina di svalutare nuovamente lo yuan. Tensioni sui mercati che hanno spinto gli investitori verso i beni rifugio quali oro e yen.

Tra le commodity nuovo tonfo invece per il petrolio con il Brent ai minimi a 11 anni sotto la soglia dei 35 dollari al barile con l'Arabia Saudita che ha tagliato il prezzo del greggio destinato in Europa e nel bacino del Mediterraneo. A favorire le vendite in una seduta caratterizzata dal clima festivo con pochi volumi ha contribuito anche l'apertura in terreno negativo di WallStreet.

Sul fronte macro negli Stati Uniti il sondaggio Adp ha evidenziato a dicembre la creazione di 257 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato rispetto alle 217 mila del mese precedente. Le stime di consensus erano ferme a +197 mila. Bene anche gli indici Pmi servizi di Eurozona e Germania. Per l'Italia il Pmi servizi si è spinto sui massimi da marzo 2010.

Scorrendo tra i principali testimonial del listino milanese si segnalano proprio i cali dei titoli oil (-2,4% per Tenaris, -3,81% per Saipem) a causa del nuovo tonfo del petrolio. Molto male anche Unicredit (-4,05% a quota 4,812 euro), peggior titolo tra le big bancarie di Piazza Affari. Il titolo dell'istituto di piazza Gae Aulenti paga il downgrade di JPMorgan che questa mattina ha tagliato il giudizio su Unicredit da neutral a underweight. Il target price indicato dalla banca d'affari statunitense è passato da 6,1 euro a 4,9 euro. Fitte vendite anche su Fca (-5,2%) che è stata anche sospesa per eccesso di ribasso dopo la buona performance della vigilia in scia ai forti dati sulle vendite di auto negli Stati Uniti. Tra i pochi titoli a limitare i danni spiccano Ferrari (+0,02%) e Italcementi (-0,29%).

In tenuta anche Ansaldo che si conferma sopra il prezzo dell'Opa lanciata da Hitachi. Ieri sono state registrate le prime adesioni all'Opa con 3,4 mln di azioni apportate, pari al 2,836% del totale oggetto di offerta. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore le azioni apportate apparterrebbero a Fintecna, società controllata al 100% da Cassa depositi e prestiti. Il mercato attende il pronunciamento della Consob sulla congruità del prezzo d'Opa dopo che i soci di minoranza Amber e Bluebell Partners hanno chiesto attraverso una lettera di alzare il prezzo d'Opa.

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