Bologna, operai edili a Renzi: Profonda angoscia per il futuro

Bologna, 8 nov. (LaPresse) - "Caro presidente è arrivato il momento di cambiare verso: la strada da percorrere è quella della creazione di posti di lavoro con diritti certi ed esigibili". Si conclude così la lettera dei lavoratori edili della variante di valico, consegnata da un loro delegato al premier Matteo Renzi quando, arrivato a San Benedetto Val di Sambro (Bologna), ha stretto le mani degli operai prima di inaugurare l'ultima tranche di lavori. Una lettera accorata quella dei lavoratori che esprimono al presidente del Consiglio tutte le loro paure per un futuro senza lavoro. "Con l'abbattimento di questo ultimo pezzo di galleria - scrivono - è arrivata per noi la fine di un tratto di vita in cui avevamo certezza di avere un lavoro, quindi un salario, per garantire una vita dignitosa a noi e alle nostre famiglie".

"La maggior parte di noi - proseguono gli operai nella lettera consegnata nelle mani del premier - fa parte di famiglie monoreddito, quindi capirà molto bene cosa vuol dire questo. Si apre per tutti un periodo di profonda incertezza dal punto di vista occupazionale con tutte le ricadure che potrà avere per noi e per i nostri figli". "Il solo pensiero di non sapere come fare per arrivare a fine mese, oppure di non sapere cosa dare da mangiare ai nostri figli, o di non essere certi di poter mantenere i loro studi ci angoscia profondamente", aggiungono i lavoratori che hanno realizzato lo scavo del valico.

Espressa la preoccupazione per il loro futuro, gli operai criticano le politiche del governo in tema di lavoro: "La discussione che si sta facendo sulla riforma del lavoro non va nella direzione da noi auspicata. In questo Paese si affronta il tema solo sul versante del taglio dei diritti e dello smantellamento dello statuto dei lavoratori, mentre servirebbero politiche che creino occupazione. Siamo un Paese estremamente fragile, torniamo a dare al mondo del lavoro il giusto valore e la dignità che merita".

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