BoJ conferma stimoli e taglia stime inflazione, lo yen risale
(Finanza.com)
Nulla di fatto da parte della Bank of Japan (BoJ) che ha lasciato inalterato il piano di acquisto di bond governativi e altri asset a quota  80 mila miliardi di yen annui. La prima riunione del 2015 dell'istituto centrale nipponico non ha riservato sorprese con un taglio delle stime di inflazione di breve periodo in scia all'effetto petrolio. Lo scorso 31 ottobre la BoJ aveva alzato di 30 mila miliardi l'entità degli acquisti per centrare il target di inflazione. 
Sul forex la reazione dello yen è stata di un deciso apprezzamento dopo la discesa dei giorni scorsi. Il cross usd/jpy è sceso fino a 117,33 per poi attestarsi a 117,69. 

Giù stime di inflazione complice effetto petrolio 
La banca centrale giapponese ha rivisto le proprie stime economiche tagliando a +1% quelle di inflazione core per l'anno fiscale che parte ad aprile dal precedente +1,7%. Taglio delle stime dettato principalmente dall'effetto sui prezzi del tracollo delle quotazioni del petrolio. Il raggiungimento del target di inflazione del 2% dovrebbe essere raggiunto tra un anno con la BoJ che vede l'inflazione core al 2,2% nell'anno fiscale che inizia ad aprile 2016.
Il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha rimarcato nella conferenza stampa post-riunione che l'inflazione è vista in rallentamento nei prossimi mesi ma stime di lungo termine non cambiano. Il numero uno della BoJ ha rimarcato poi che ulteriori stimoli saranno presi in considerazione solo se target inflazione risultasse difficile da raggiungere. Sempre oggi sono state invece alzate le stime di pil che è visto ora in crescita del 2,1%. 
"Sebbene l'obiettivo d'inflazione della BoJ sia a rischio, è chiaro ai più che i prezzi del petrolio più bassi sono positivi per la ripresa economica, malgrado una deviazione rispetto all'obiettivo d'inflazione", commenta oggi Ipek Ozkardeskaya, Market Analyst di Swissquote Europe.  
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata