Bnl-Unipol, processo bis a Fazio e Consorte

Roma, 9 gen. (LaPresse) - "Siamo esterrefatti di questo rinvio a giudizio". E' il commento espresso dall'avvocato Giovanni Dedola, legale dell'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte e dell'ex vicepresidente del gruppo bancario Ivano Sacchetti, sul rinvio a giudizio, deciso oggi da gup di Roma, dei suoi assistiti, oltre che dell'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e di altre 12 persone, tra cui gli ex vertici di Banca Popolare di Lodi (ora Bpi), Giampiero Fiorani e Gianfranco Boni.

"Mi pare un decreto assolutamente incomprensibile - spiega Dedola - e una evidente incongruenza celebrare due processi per lo stesso fatto", la scalata di Unipol a Bnl. "Tra l'altro", aggiunge, il filone giudiziario di Roma "si avvia inesorabilmente alla prescrizione", dal momento che scatterà, spiega, già a novembre. "E dato che la prima udienza è fissata per il 23 aprile, sono presto fatti i conti".

A Milano, infatti, davanti alla prima sezione penale del tribunale si è già celebrato un processo sulla vicenda, che si è concluso con la condanna di Consorte a tre anni e dieci mesi di reclusione e a una multa da 1,3 milioni di euro, di Sacchetti a 3 anni e sette mesi e una multa da un milione di euro, di Fazio a 3 anni e 6 mesi e una multa, anche per lui, di un milione di euro.

I fatti per i quali il gup di Roma, spiega Dedola, ha deciso il rinvio a giudizio, fanno riferimento all'assemblea Bnl del 21 maggio 2005, quando fu eletto il cda della banca e la lista guidata dal Bbva con il 48,21% dei voti in assemblea ottenne otto consiglieri, mentre la lista minoritaria del contropatto - un accordo tra banche e imprenditori che contrastava il Bbva - ne ebbe sei, grazie anche ai voti di Unipol. Quello, spiega Dedola, è stato considerato "un antefatto" dai giudici di Milano.

Per Dedola il comportamento di Unipol di quel quel 21 maggio è chiaro: "Unipol ha votato a favore del contropatto e delle banche popolari non potendo votare per lo schieramento avversario che conteneva la sua diretta concorrente Generali". Dopo di che "è scesa in campo per Bnl dopo avere acquistato il 10% da Bnl Vita a partire dal 23 maggio". Lo stesso Giampiero Fiorani, ex numero uno della Banca popolare di Lodi (ora Bpi), ricorda Dedola, "ha spesso dichiarato che le banche da lui interpellate" per entrare nel contropatto "erano Bper (Banca Popolare dell'Emilia Romagna) e Banca Popolare di Vicenza, assolutamente non Unipol".

A Milano, puntualizza Dedola, oggetto del processo è stata la aperta discesa in campo di Unipol, con la partecipazione di Consorte alle riunioni del contropatto: i giudici "hanno ritenuto che la spiegazione che Unipol dava al mercato, di essere scesa in campo per tutelare Bnl Vita, non fosse congrua ma volesse la scalata". "A Roma invece - conclude - hanno ritenuto costituire reato quello che a Milano era stato ritenuto un semplice antefatto", il voto del 21 maggio.

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