Christine Lagarde (direttore del Fmi)
Bilancio, critiche dall'Fmi: "Rischiate una grande manovra correttiva"

Questa sera il governo deve rispondere alla Ue. Il Fondo Monetario attacca sul rapporto deficit/Pil ("incerto"), sulla crescita ("sarà bassa"), sulla mancanza di riforme e su quota 100 nelle pensioni: "I pensionamenti non creeranno posti di lavoro"

Il Fondo monetario internazionale (nella foto la presidente Christine Lagardestorce il naso sulla manovra italiana a poche ore dalla risposta di Roma alla Commissione Ue. L'Fmi scrive nel rapporto 'Article IV' sull'Italia che l'effetto dello stimolo del deficit al 2,4% del Pil è "incerto" nei prossimi due anni e, anzi, sarà "probabilmente negativo nel medio termine" se lo spread "elevato" dovesse "persistere". Stesso discorso per il debito, che gli economisti dell'istituzione con sede a Washington vedono stabile al 130% del Pil nei prossimi tre anni. Un debito esposto, scrivono nel rapporto, a "shock avversi anche modesti" che potrebbero portare a una "grande" manovra correttiva, trasformando "un rallentamento in una recessione".

Insomma, l'Fmi tocca così i nervi scoperti della trattativa tra il governo e Bruxelles. La Commissione Ue ha infatti contestato lo scostamento del disavanzo pubblico dagli obiettivi di medio termine concordati in sede Ue e il fatto che il debito non calerebbe con la legge di bilancio impostata dal governo. Anche se Bruxelles vede un deficit 2019 al 2,9%, mentre il Fondo si ferma al 2,7%, la stima resta comunque sopra di 0,3 punti a quanto previsto dall'Italia.

Sono ancora le stime di crescita a fare la differenza sul gap. Roma ritiene che con lo stimolo della manovra il Pil possa aumentare dell'1,5% l'anno prossimo e dell'1,6% nel 2020. Il Fondo parla di "bassa crescita" annuale di "circa l'1% nel 2018-20, che poi calerà" sotto quel livello. Per l'Fmi non ci sono scorciatoie. Le riforme strutturali "sono la priorità assoluta", senza di loro "nessuna strategia" alzerà i redditi degli italiani, fermi "al livello di due decenni fa".

L'Article IV è un rapporto stilato annualmente dagli ispettori del Fondo. I tecnici in missione raccomandano al governo di ripensare alla fatidica 'quota 100' sulle pensioni. "È improbabile - si legge nelle conclusioni dei tecnici - che l'ondata di pensionamenti creerebbe tanti posti di lavoro per i giovani". Anzi, rincara l'Fmi, oltre ad aumentare "ulteriormente la spesa pensionistica", l'effetto sarebbe quello di imporre ancora "maggiori oneri alle generazioni più giovani". A Washington ritengono che, con le modifiche previste dall'esecutivo gialloverde, l'Italia dovrà "far fronte a pressioni significative sulla spesa pensionistica nei prossimi 2-3 anni che metteranno a dura prova i conti" pubblici. Infine, il Fondo invita a creare un meccanismo per un reddito di cittadinanza "moderno" che "eviti la dipendenza dal welfare e non disincentivi al lavoro", con un beneficio che dovrebbe essere limitato "al 40-70% del livello di povertà relativa"

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