Bce, Weidmann: Vantaggi acquisto bond non superiori a costi. Bene Italia con Jobs act

Roma, 13 dic. (LaPresse) - "Il consiglio Bce non è un Comitato centrale in cui sia ammessa un'opinione sola. E non c'è un clima 'Weidmann contro Draghi'. Su molti punti siamo d'accordo". Così il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, intervistato da 'la Repubblica', smentisce le voci di attriti con Mario Draghi in vista di un possibile quantitative easing da parte dell'Eurotower. "L'acquisto di titoli sovrani sui mercati secondari da parte dell'Eurosistema va giudicato in modo critico, sebbene non sia vietato. La soglia deve essere più alta che in altre aree monetarie" aggiunge Weidmnann, "l'acquisto di titoli sovrani presenta problemi speciali in un'unione monetaria, non è uno strumento qualsiasi. È noto che guardo all'ipotesi con scetticismo. Prendo sul serio gli argomenti a favore di decise azioni. Ma a mio avviso la politica monetaria nell'eurozona non è giunta al punto in cui in un programma di 'quantitative easing' i vantaggi sarebbero superiori ai costi". Weidmann infine, circa il suo rapporto con Mario Draghi è sibillino: "Mario Draghi e io non siamo sempre della stessa opinione, ma condividiamo molti punti di vista e abbiamo un buon rapporto di lavoro. Ci telefoniamo spesso e ci incontriamo anche a quattr'occhi per scambiarci idee". A proposito dell'Italia, il numero uno della Bundsebank ha detto di pensare "che il Governo italiano sappia molto bene che cosa deve essere fatto, e giustamente ha preso alcune iniziative. A fronte dell'alto debito sovrano, naturalmente, il consolidamento del bilancio è di un'importanza speciale". Il Jobs act, ha aggiunto, "è un passo molto importante. Adesso deve essere anche tradotta in pratica. Un elemento importante in questo senso sono i cambiamenti nelle leggi di tutela del posto di lavoro, che comunque devono riguardare i nuovi contratti di lavoro ed esentare invece i contratti preesistenti".

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