Bce, verbali: Acquisto titoli Stato ultimo strumento rimasto

Francoforte (Germania), 19 feb. (LaPresse/Reuters) - L'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce "appare l'ultimo strumento di politica monetaria rimasto sufficiente allo scopo di provvedere al necessario stimolo monetario" per permettere all'Eurotower di raggiungere il suo obiettivo sulla stabilità dei prezzi. Lo si legge nelle minute del consiglio dei governatori della Bce dello scorso 22 gennaio, quando è stato annunciato il quantitative easing. Nei verbali viene tuttavia sottolineato che gli acquisti di bond sovrani dovrebbero rimanere uno strumento "di contingenza" e sempre "un'ultima risorsa". Alcuni membri del consiglio hanno obiettato che "tale strumento dovrebbe essere usato solo in situazioni di emergenza". È la prima volta che la Bce diffonde i verbali della riunione. Secondo quanto viene riportato, il consiglio ha ritenuto che le pressione deflazionistiche "non consentono un atteggiamento di 'benevola indifferenza'" rendendo necessaria un'azione immediata. "I rischi derivanti dal non agire oggi - si evidenzia - sarebbero maggiori dei rischi derivanti dall'agire". La Bce temeva anche un "capovolgimento degli attuali sviluppi sui mercati finanziari" senza "ulteriori misure straordinarie". Per quanto riguarda un altro passaggio controverso della riunione, quello della mutualizzazione del rischio del Qe, si legge nei verbali, "un'opzione polare era quella della piena condivisione", ma si è arrivati a "un compromesso" con i contrari, trovando "consenso" nella quota del 20% di eventuali perdite. A intervenire nel corso del consiglio dei governatori mettendo in guardia dai rischi di un quantitative easing è stato il membro del comitato esecutivo, Peter Praet. "L'impatto positivo associato" al quantitative easing, viene annoverato tra i fattori di criticità, potrebbe essere affiancato da "un alto grado di volatilità o instabilità dei mercati finanziari, creando ulteriori rischi". I verbali non riportano con esattezza i singoli interventi, né l'esito del voto finale sulle decisioni di politica monetaria, come accade invece per le minute di Fed e Bank of England.

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