Bce: Tornata la fiducia, inflazione sotto il 2% ma disoccupazione sale

Francoforte (Germania), 14 feb. (LaPresse) - "Per l'area dell'euro ci si attende una debolezza dell'economia nella prima parte del 2013. Nel prosieguo del 2013 l'attività dovrebbe recuperare gradualmente, sostenuta dall'orientamento accomodante della politica monetaria, dal miglioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari e dalla loro minore frammentazione, nonché dal rafforzamento della domanda mondiale". E' quanto si legge nel bollettino mensile della Bce.

L'inflazione "secondo le attese si porterà al di sotto del 2 per cento nei prossimi mesi. Nell'orizzonte rilevante per la politica monetaria le pressioni inflazionistiche dovrebbero rimanere contenute". "Per promuovere la fiducia, è fondamentale che i governi riducano ulteriormente gli squilibri sia di bilancio sia strutturali e proseguano nella ristrutturazione del settore finanziario" aggiunge il bollettino Migliora invece la situazione del credito. "Per quanto riguarda le condizioni di liquidità delle banche, le controparti hanno finora rimborsato un importo di 140,6 miliardi di euro dei 489,2 miliardi ottenuti nella prima delle due operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (ORLT) a tre anni regolate nel dicembre 2011 e nel marzo 2012. Ciò riflette il miglioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari" spiega l'eurotower. "L'analisi economica indica che l'evoluzione dei prezzi dovrebbe permanere in linea con la relativa definizione di stabilità nel medio periodo. La verifica incrociata con i segnali dell'analisi monetaria conferma questo scenario" prosegue il bollettino.

La ritrovata fiducia però per ora non si tramuta in posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione, che è andato aumentando sin dalla prima metà del 2011, è rimasto fermo all'11,7 per cento tra novembre e dicembre. Il tasso atteso per il 2013 e il 2014 è stato però rivisto al rialzo nell'ultima Survey of Professional Forecasters al 12,1% per il 2013, era all'11.6% nel 4° trimestre 2012. Dovrebbe poi calare fino all'11,2% nel 2015 e al 9,5% nel 2017.

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