Bce: Incertezza geopolitica e frenata emergenti rallentano crescita

Milano, 17 dic. (LaPresse) - "La ripresa economica dell'area euro continua a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei mercati emergenti e dal moderato andamento dell'interscambio mondiale, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali". E' quanto riporta il bollettino economico della Bce diffuso oggi. "I rischi per le prospettive di crescita dell'area dell'euro rimangono orientati al ribasso e sono connessi in particolare alle maggiori incertezze riguardo all'evoluzione dell'economia mondiale, nonché a rischi geopolitici di ampia portata - aggiunge il bollettino - questi rischi sono potenzialmente in grado di influire sulla crescita mondiale e sulla domanda esterna di esportazioni dell'area, nonché sulla fiducia più in generale". "I dati delle indagini congiunturali più recenti indicano il perdurare dell'espansione del prodotto in termini reali per l'ultimo trimestre dell'anno" aggiunge il bollettino.

TAGLI PA. - L'abolizione dell'imposta immobiliare sulle abitazioni di proprietà dal 2016, la riduzione dell'aliquota d'imposta sul reddito delle imprese e l'abbassamento temporaneo dei contributi sociali decise dal Governo, sono misure che saranno solo "in parte compensate da una riduzione dei consumi delle amministrazioni pubbliche".

MIGRANTI. Nel bollettino della Bce diffuso oggi, si legge che l'afflusso di rifugiati dovrebbe incidere sulla posizione di bilancio di alcuni Paesi. I costi immediati per le finanze pubbliche dell'afflusso di rifugiati dovrebbero essere rilevanti nei paesi maggiormente interessati, mentre in altri Paesi dell'area dell'euro, attraverso i quali i profughi transitano verso la loro destinazione finale, l'impatto dovrebbe essere modesto. I costi per i conti pubblici derivano principalmente da trasferimenti in contanti ai rifugiati e dalla spesa per i consumi delle amministrazioni pubbliche, inclusi maggiori costi per salari e abitazioni, spiega la Bce. Le stime dei costi potenziali necessari sono state pubblicate per alcuni paesi nell'ambito dei documenti programmatici di bilancio per il 2016, ma sono soggette a elevata incertezza. Per il 2016 vanno dallo 0,35 per cento del PIL in Austria, allo 0,2 per cento in Italia e in Germania fino allo 0,1 per cento in Belgio e in Slovenia.

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