Bce, Draghi: Possibile acquisto titoli di Stato

Francoforte (Germania), 8 gen. (LaPresse) - La Banca centrale europea "all'inizio di quest'anno" rivaluterà lo stimolo monetario ottenuto "con le misure attuate nella seconda metà del 2014" e "qualora fosse necessario" potrebbe varare misure che "possono comportare l'acquisto di una varietà di asset, una dei quali potrebbe essere costituita dalle obbligazioni sovrane". Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, in risposta alla lettera dell'europarlamentare Luke Ming Flanagan.

Draghi evidenzia che l'Eurotower, in vista del Consiglio direttivo del 22 gennaio, "sarà particolarmente vigile per quel che riguarda il maggiore impatto dei recenti sviluppi del prezzo del petrolio sulle tendenze a medio termine dell'inflazione dell'area dell'euro".

Il Consiglio, ribadisce il banchiere centrale, "è unanime nel suo impegno per l'utilizzo di strumenti non convenzionali addizionali nell'ambito del proprio mandato". "Ciò può implicare la regolazione delle dimensioni, del ritmo e della composizione delle misure della Bce", conclude Draghi. Flanagan è un indipendente irlandese che fa parte del gruppo della Sinistra Unitaria Europea.

POLITICHE BILANCIO FAVOREVOLI A CRESCITA. "A fronte dell'attuale debolezza dell'economia - ha spiegato Draghi rispondendo agli europarlamentari del Moviemento cinque stelle Marco Valli e Marco Zanni - le politiche di bilancio dovrebbero favorire la ripresa, assicurando tuttavia la sostenibilità del debito in conformità con il Patto di stabilità e crescita". "Tutti i Paesi - ha sottolineato Draghi - dovrebbero sfruttare il margine disponibile per conseguire una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita".

ESAME BCE ACCURATO E RIGOROSO. L'esame della Bce sulle banche europee "è stato un esercizio con un vasto perimetro di azione e le carenze patrimoniali individuate sono la risultante di un processo accurato e rigoroso", ha aggiunto Draghi. "L'esercizio - prosegue Draghi - prevedeva la verifica degli attivi del portafoglio di negoziazione (trading book) e di quello bancario (banking book), ivi comprese le esposizioni fuori bilancio. Si è inoltre tenuto conto, oltre ai rischi di credito e di mercato, dei rischi connessi alla cartolarizzazione, del rischio sovrano, dei rischi operativi e di quelli legati al costo di provvista". "In aggiunta - spiega ancora Draghi - i rischi connessi ai derivati sono stati di fatto considerati nella valutazione approfondita".

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