Bankitalia ritocca le stime: il Pil 2015 a +0,7%, in risalita il numero degli occupati

Roma, 17 lug. (LaPresse) - La Banca d'Italia vede un Pil italiano in aumento dello 0,7% nel 2015 e dell'1,5% nel 2016. Lo si legge nel Bollettino economico trimestrale di via Nazionale, che ritocca al rialzo le stime di aprile su quest'anno, dal +0,5% precedentemente previsto, mantenendo invece invariate quelle sul 2016. Bankitalia sottolinea che "si prefigura uno scenario di progressivo rafforzamento della crescita". La Banca d'Italia spiega inoltre che "la revisione delle prospettive di crescita è attribuibile in larga parte alla dinamica degli investimenti che comunque alla fine del 2016 rimarrebbero ancora, in rapporto al Pil, inferiori alla media storica".

Il Bollettino afferma che "gli investimenti, che si erano ridotti quasi ininterrottamente dal 2008, hanno registrato un aumento, con primi segnali favorevoli anche nel comparto delle costruzioni". "I piani delle imprese - prosegue il rapporto - prospettano una decisa espansione dell'accumulazione nel corso dell'anno per le aziende più grandi, a fronte di una maggiore prudenza da parte di quelle medie e, soprattutto, di quelle piccole". Il quadro economico delineato dal Bollettino "presuppone la prosecuzione degli effetti dello stimolo monetario" della Bce "sui tassi di cambio, sui rendimenti e sulle condizioni di credito".

Graduale ripresa in Italia. In Italia la crescita "nel secondo trimestre è proseguita a ritmi analoghi a quelli del primo". Lo stima la Banca d'Italia nel Bollettino economico, sottolineando che "prosegue la graduale ripresa" dell'economia "trainata dalla domanda interna". Nel primo trimestre, ricorda Bankitalia, il Pil italiano è aumentato dello 0,3% sui tre mesi precedenti. "L'economia italiana ha ripreso a espandersi, la domanda interna è tornata a contribuire alla crescita, gli investimenti hanno registrato un aumento, con primi segnali favorevoli anche nel comparto delle costruzioni", scrive Palazzo Koch. Inoltre, spiega il Bollettino, "sono migliorati gli indici di fiducia di imprese e famiglie" e a maggio l'attività industriale "è cresciuta dello 0,9 per cento rispetto al mese precedente, più che compensando il calo di aprile".

Cruciali le riforme. I rischi per la crescita "si accentuerebbero se si diffondesse la percezione di un indebolimento nella determinazione nel portare a termine le riforme necessarie a risollevare il potenziale di sviluppo dell'Italia". Lo scrive la Banca d'Italia nel Bollettino economico trimestrale, sottolineando che per l'anno in corso i rischi "appaiono bilanciati", mentre per il prossimo sono "ancora orientati prevalentemente al ribasso". "Un aumento dell'incertezza potrebbe frenare la crescita degli investimenti e contrastare la ripresa dei consumi, condizioni per un ritorno alla crescita", aggiunge via Nazionale.

Cresce di nuovo l'occupazione. "Nel bimestre aprile-maggio l'occupazione è tornata a crescere. Il tasso di disoccupazione si è stabilizzato". Lo afferma la Banca d'Italia nel suo Bollettino economico trimestrale. Per via Nazionale la ripresa dell'attività produttiva italiana "si tradurrebbe in un miglioramento dell'occupazione pari all'1,5 punti percentuali sul biennio", con il tasso di disoccupazione che "scenderebbe dal 12,6% del 2014 al 11,9% del 2016". Via Nazionale evidenzia inoltre che "cresce la percentuale di imprese che prevede un'espansione dell'occupazione". Secondo Bankitalia, inoltre, "le misure di riduzione del cuneo fiscale introdotte dall'ultima legge di stabilità sosterrebbero l'occupazione per 0,2 punti percentuali".

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