Bankitalia, palazzo Chigi sceglie Visco

Roma, 20 ott. (LaPresse) - Il Governo ha scelto Ignazio Visco per succedere a Mario Draghi alla guida della Banca d'Italia. La riserva è stata sciolta in serata, dopo un vertice a palazzo Chigi tra il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il leader della Lega Umberto Bossi. All'incontro hanno preso parte anche il segretario Pdl Angelino Alfano, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, quello della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, quello per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Il senatur ha lasciato la riunione per primo, allontanandosi scuro in volto, evidentemente contrariato per la decisione. Mezz'ora dopo, Berlusconi e Tremonti si sono visti in privato a palazzo Grazioli, per chiudere l'accordo. Dopo di che il premier è andato, accompagnato da Letta, al Quirinale per comunicare la decisione. Poi è tornato a palazzo Chigi, dove ha brevemente ricevuto Visco per comunicargli ufficialmente la scelta.

Alla fine tra il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, e quello che sembrava essere diventato il cavallo di Berlusconi, il membro italiano del board della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi, l'ha vinta un concorrente apparentemente fuori gara. Anche il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, è rimasto a bocca asciutta. La sua candidatura era gradita a Mario Draghi, per la garanzia di una continuità con un'azione di via Nazionale autonoma rispetto all'esecutivo. D'altra parte Visco è stata comunque una decisa scelta di continuità, essendo lui il vice di Saccomanni a palazzo Koch.

Tenicamente la nomina non è ancora stata decisa. La prassi istituzionale prevede che il governatore sia nominato per decreto dal presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia. Il ruolo centrale, perciò, spetta quindi al premier.

La scelta ha riscosso consensi trasversali. "Esprimo il mio apprezzamento per la nomina di Ignazio Visco alla guida della banca d'Italia. E' una persona perbene", ha detto il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. "Questa soluzione - ha aggiunto - restituisce dignità e prestigio a una Banca d'Italia che rischiava di perdere la bussola".

"Il professor Visco è una personalità di alto profilo come ampiamente riconosciuto", ha commentato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. "Berlusconi - ha aggiunto - aveva detto che avrebbe indicato il nuovo governatore della Banca d'Italia nel rispetto dei tempi. Così è stato. Il presidente del Consiglio ha dimostrato di saper garantire l'autonomia e la continuità della Banca d'Italia con questa scelta ponderata e libera da ogni condizionamento, fuori da quel teatrino che le opposizioni auspicavano e alimentavano".

"L'indicazione di Ignazio Visco a governatore di Banca d'Italia è un'ottima soluzione", ha detto Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. "Si conferma - ha aggiunto - l'autonomia dell'istituto tramite la valorizzazione di una delle sue migliori risorse interne. Si tratta di un economista di assoluto valore, di grande professionalità e di riconosciuta esperienza internazionale".

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