Banche venete, Gentiloni: No regalo a banchieri, è cattiva propaganda
Il presidente di Intesa Sanpaolo Gros-Pietro: "Se fosse vero ci sarebbe distorsione della concorrenza"

"Credo che sia doveroso per uno Stato serio farsi carico dei problemi che possono investire le imprese. Ho sentito qualcuno parlare di 'regalo ai banchieri', chi lo dice fa cattiva propaganda. Chi ha causato questo dissesto deve pagare e non è a loro che si interessa l'intervento del Governo. Lo Stato c'è, il Governo interviene, nel pieno rispetto delle regole Ue, ma interviene per la difesa delle proprie imprese". Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenendo alla presentazione di Open mater di Enel, torna sul decreto di salvataggio delle banche venete.

Sullo stesso tema gli fa eco il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. "Se fosse vero, come dice qualcuno, che viene fatto un regalo a Intesa, che è una banca sana e competitiva, ci sarebbe una distorsione della concorrenza", dice arrivando all'assemblea dell'Unione industriale a Torino. Chi parla di queste cose, aggiunge, "non ha compreso il meccanismo".

"Intesa - prosegue - prende a suo carico una quantità di debiti e prende a proprio vantaggio la parte sana degli attivi che non sono assolutamente sufficienti a pareggiare. Questo è il motivo per cui occorre un intervento dello Stato, che non è a vantaggio di Intesa, ma è solo a pareggio degli oneri e questo è dimostrato dal fatto che la DgComp (della Commissione Ue, ndr) dice che non c'è distorsione della concorrenza".

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