Banche, Patuelli: Su aggregazioni problema è poca domanda

Roma, 1 dic. (LaPresse) - Per le banche "in vendita o in potenziale vendita" dopo gli esami della Bce, "il problema non è la mancanza di offerta, ma quella di domanda" e "vi è una fortissima prudenza di mercato". Lo ha sostenuto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nel corso di un seminario sul credito. Una delle ragioni indicate da Patuelli riguarda il rischio di un indebolimento del patrimonio. "Se una banca debole di indici patrimoniali - ha sottolineato - viene acquisita e assorbita da un'altra banca, la acquirente ha un risucchio di indici, quindi deve avere una forte solidità".

Inoltre, per il numero uno dell'Abi, ci sarebbero problemi sulla concorrenza, "perché l'Antitrust valuta gli indici nazionali e provinciali e in una fase nella quale gli sportelli non si vendono più, è chiaro che se uno acquisisce gli sportelli e poi li deve chiudere ci pensa un minuto di più". Patuelli individua una "terza complicazione" nell'acquisizione di banche di gruppi diversi in quanto una "crisi lunga come quella che stiamo ancora vivendo" fa sì che "acquisire una banca significa valutare innanzitutto lo stock dei deteriorati e assumersi il rischio inusuale, in questo momento, di mettersi in carico dei deteriorati che possano peggiorare".

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