Banche, da Commissione Ue ok a meccanismo per fallimento ordinato

Bruxelles (Belgio), 10 lug. (LaPresse) - La Commissione europea ha adottato la proposta per il meccanismo di risoluzione bancaria, uno dei pilastri dell'unione bancaria, che avrà il compito di permettere, a livello centralizzato, un fallimento ordinato degli istituti di credito. Lo comunica Bruxelles in una nota. "Non possiamo eliminare i rischi di fallimenti bancari - ha commentato il presidente della Commissione Ue, José Barroso - ma grazie al meccanismo unico di risoluzione delle crisi e al Fondo unico di risoluzione delle crisi in futuro l'onere delle perdite dovrebbe ricadere sulle banche, e non sui contribuenti europei". Il meccanismo unico di risoluzione delle crisi per l'unione bancaria, spiega la Commissione, completerebbe la vigilanza unica, che sarà operativa alla fine del 2014 e in base alla quale la Banca centrale europea eserciterà una vigilanza diretta sulle banche nella zona euro e negli altri Stati membri che decidono di aderire all'unione bancaria. Nel caso in cui una banca soggetta al meccanismo di supervisione dovesse trovarsi in gravi difficoltà, il meccanismo unico di risoluzione delle crisi permetterebbe di gestire la sua crisi in modo efficiente, riducendo al minimo i costi per i contribuenti e l'economia reale.

Per quanto riguarda il funzionamento, il meccanismo pensato dal braccio esecutivo Ue prevede un Comitato unico di risoluzione delle crisi composto da rappresentanti della Bce, della Commissione europea e delle autorità nazionali pertinenti (cioè quelle del paese in cui si trovano la sede centrale e le succursali e/o le filiazioni della banca) che preparerebbe la risoluzione della crisi della banca. Se passasse la proposta adottata dalla Commissione sarebbe inoltre creato un fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie, posto sotto il controllo del meccanismo unico di risoluzione delle crisi, che garantirebbe la disponibilità di finanziamenti a medio termine durante la ristrutturazione della banca. Il fondo sarebbe alimentato da contributi del settore bancario e andrebbe a sostituire quelli nazionali. Al Consiglio europeo del 27 e 28 giugno, i leader Ue si sono prefissi di raggiungere un accordo sul meccanismo entro la fine del 2013, perché possa essere adottato entro la fine dell'attuale legislatura del Parlamento europeo, che scade nel 2014. Questo consentirebbe di applicarlo da gennaio 2015.

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