Banche, Abi: Prestiti a famiglie e imprese -0,2% a settembre

Roma, 20 ott. (LaPresse) - A fine settembre il totale dei prestiti delle banche italiane a famiglie e imprese segna un calo dello 0,2% su base annua, lo stessa dinamica registrata ad agosto. Lo rileva il rapporto mensile dell'Abi, che parla di "una variazione prossima allo zero". Si conferma il miglior andamento dei presiti ai privati da aprile 2012.

Positiva, sempre a fine settembre, la variazione annua del totale prestiti all'economia, dato che include anche la Pubblica amministrazione, e pari a +0,3% annuo. Dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi, ad oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.825 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi.

Per quanto riguarda le nuove erogazioni di prestiti bancari, accelerano quelli alle imprese mentre continua a manifestarmi un boom del recupero dei mutui accesi per l'acquisto di immobili.

Sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l'80% del mercato), l'Abi calcola che i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi otto mesi del 2015 un incremento di circa il +15,9% sul corrispondente periodo dell'anno precedente (gennaio-agosto 2014).

Per le nuove erogazioni di mutui per l'acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +86,1% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L'incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 8 mesi del 2015, a circa il 29%.

La rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta ad agosto, con le sofferenze lorde che toccano la somma record di quasi 198,5 miliardi di euro, dai 197,1 miliardi di luglio. Lo riferisce il rapporto mensile dell'Abi. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,4% ad agosto. Anche le sofferenze nette registrano un aumento, passando dagli 84,8 miliardi di luglio a 85,9 miliardi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,78% ad agosto dal 4,68% del mese precedente. A giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188,401 miliardi di euro, in prevalenza imprese e famiglie.

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