Auto, mercato -5,51% a giugno, quota Fiat cala al 27,46%

Torino, 1 lug. (LaPresse) - Nuovo calo per i volumi del mercato auto in Italia, con le immatricolazioni che a giugno si sono fermate a 122.008 autovetture, il 5,51% in meno rispetto allo stesso mese del 2012. E' quanto emerge dai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che precisa che a maggio il mercato auto italiano aveva mostrato una flessione su base annua del 7,68%, con 136.574 auto immatricolate. Nei primi sei mesi del 2013 sono state immatricolate 731.203 autovetture, con una variazione negativa del 10,31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, durante il quale ne erano state immatricolate 815.213.

Il gruppo Fiat ha immatricolato a giugno in Italia 33.504 auto, segnando un calo del 15,24% rispetto alle 39.528 immatricolazioni dello stesso mese del 2012. A maggio la flessione annua del gruppo era stata pari all'11,7%. Nei primi sei mesi del 2013 il Lingotto ha totalizzato 213.154 immatricolazioni, in calo dell'11,44% a fronte delle 240.693 unita immatricolate nello stesso periodo dello scorso anno. Cala inoltre al 27,46% la quota di mercato del gruppo Fiat a giugno, a fronte del 30,2% registrato a maggio. A giugno 2012 la quota complessiva del Lingotto era stata pari al 30,61%. Nei primi sei mesi di mercato auto in Italia la quota di Fiat è pari al 29,15%, rispetto al 29,5% dello stesso periodo dello scorso anno.

Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles in Italia "anche in giugno, come lo scorso mese, sono state condizionate dalla mancata fornitura al gruppo di componenti per alcuni modelli, con conseguenti ritardi nelle consegne: sono state oltre 2.000 le vetture vendute che i clienti non hanno potuto ritirare (che avrebbero pesato per 1,6 punti percentuali in più di quota di mercato)", riferisce il Lingotto in una nota, aggiungendo che "le immatricolazioni negli ultimi tre giorni del mese sono state influenzate da un anomalo incremento dei canali onerosi (noleggio a breve termine e KM0) da parte della concorrenza che Fga ha deciso di non seguire".

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