Auto, il settore si sposta in Cina e abbandona il diesel
Dopo il dieselgate che ha colpito Volkswagen, Fca si prepara a infliggere un altro colpo mortale al gasolio

Grandi movimenti nel mondo dell'auto. Il governo tedesco, per bocca della ministra dell'Economia, Brigitte Zypries, avverte la cinese Geely che Berlino sarà attenta ai capitali in arrivo da Pechino nell'industria teutonica. "Dobbiamo tenere un occhio particolarmente attento" all'investimento del miliardario Li Shufu, tuona Zypries. Contemporaneamente, però, la stessa Daimler annuncia che investirà, insieme con i cinesi di Baic Motor, 11,9 miliardi di renmimbi, pari a 1,5 miliardi di euro, per un nuovo stabilimento di veicoli premium in Cina.

Il risiko delle alleanze tra Occidente e Oriente avviene mentre l'industria automobilistica globale, alle prese con lo sviluppo della guida autonoma, corre verso l'abbandono del diesel. Secondo quanto scritto dal Financial Times ieri, Fiat Chrysler Automobiles, dopo il dieselgate che ha colpito Volkswagen, si prepara a infliggere un altro colpo mortale al gasolio eliminandolo gradualmente dalla propria gamma di auto passeggeri entro il 2022. Il Ft riporta dati di Jato Dynamics, che calcola che le vendite di veicoli diesel in Europa sono diminuite dell'8% lo scorso anno, per una quota di mercato del 43,8%. A frenare Fca sul gasolio ci sono i maggiori costi di sviluppo del motore per rispettare i nuovi standard di emissioni, mentre calano quelli dell'elettrico. Il prossimo primo giugno, quando è atteso l'ultimo piano dell'a.d. Sergio Marchionne, "se si andrà verso l'uscita delle motorizzazioni diesel, servono misure che riqualifichino le produzioni assegnando nuove motorizzazioni e nuove attività per salvaguardare occupazione e stabilimenti", commenta in una nota il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano.

Attualmente, ricorda il sindacalista della Fim Cisl, sono due gli stabilimenti Fca in Italia dedicati alle motorizzazioni Diesel, Fca Vm Motori e Fca Pratola Serra (Avellino). Complessivamente occupano circa 3.000 lavoratori e la produzione di motori diesel nel 2017 ha raggiunto la quota di circa 461.000 pezzi. "La presentazione del piano industriale rappresenta per noi un appuntamento importante anche per comprendere i progetti che Fca metterà in campo", avverte Uliano che chiede all'azienda che si salvaguardino i livelli occupazionali. I colleghi tedeschi non sono meno vigili sull'investimento cinese da 7,2 miliardi di euro in Daimler, soldi che mettono in un portafogli di Pechino la quota più rilevante della casa madre di Mercedes-Benz. "Ci aspettiamo che Li abbia un interesse a lungo termine per Daimler e voglia sviluppare ulteriormente la nostra azienda, in collaborazione con i lavoratori", si legge nella nota dei rappresentanti dei matalmeccanici in consiglio. Li ha annunciato nei giorni scorsi l'acquisto di una quota del 9,69% nella società di Stoccarda.
 

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