Dl Genova, Autostrade fa ricorso: "Ma non bloccheremo i lavori". Si dimette presidente Cerchiai

Il ricorso non conterrà istanza di sospensiva. In una nota Cerchiai annuncia le dimissioni dalla carica di presidente

 

 

La partita tra Stato e Autostrade per l'Italia non è chiusa. Il muro alzato dal governo non basta a contenere la reazione della società, infatti il Consiglio di amministrazione "tenuto conto dei pareri dei legali" ha "autorizzato la presentazione del ricorso avverso il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri di nomina del commissario straordinario per la ricostruzione" e "di alcuni decreti emessi dallo stesso". Nel ricorso, Aspi "rappresenterà di non avere intenzione di determinare in alcun modo ritardi o ostacoli alla ricostruzione del viadotto Polcevera e, di conseguenza, la dovuta difesa dei diritti e degli interessi della società non rallenterà le attività avviate dal commissario" e "a conferma di ciò", il ricorso "non conterrà istanza di sospensiva".

Sono passati mesi da quel drammatico 14 agosto, quando in una piovosa mattina d'estate è venuto giù il Ponte Morandi, inghiottendo 43 vite umane e spezzando il cuore dell'Italia. Nelle ore immediatamente successive alla tragedia, sia il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che il vicepremier, Luigi Di Maio, fino al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avevano puntato il dito contro Autostrade per l'Italia, titolare della concessione della A22. "Non muoverà una sola pietra per la ricostruzione", assicurarono dai piani alti di Palazzo Chigi, annunciando che sarebbero partite le procedure per la revoca della concessione. E in effetti, nel decreto Emergenze, le parole sono state tradotte in atti pubblici.

Nel frattempo, l'inchiesta della Procura di Genova è partita con l'iscrizione di oltre venti persone nel registro degli indagati e prosegue a passo spedito. Anche il Mit si è attivato e, da quando ha ricevuto l'investitura ufficiale, ha fatto lo stesso pure il commissario straordinario, il sindaco del capoluogo ligure, Marco Bucci. Aspi è rimasta ai margini, senza però mollare mai la presa. Adesso c'è il passo ufficiale, con il ricorso che intende bloccare gli effetti del decreto Genova. Di sicuro il governo non starà a guardare, dunque la vicenda sembra inevitabilmente destinata ad avere ulteriori sviluppi, stavolta a colpi di carte bollate.

Intanto, nella società di via Bergamini ci sono altre novità nella governance. Perché nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri "alla luce della nuova dimensione e complessità raggiunta dal Gruppo Atlantia, a seguito del perfezionamento dell'acquisizione di Abertis, il presidente, Fabio Cerchiai, ha anticipato l'intendimento di formalizzare le proprie dimissioni dal Consiglio e dalla carica una volta che sarà concluso il processo di individuazione del suo sostituto". La nota di Aspi ricorda "che l'amministratore delegato, Giovanni Castellucci, aveva già espresso pubblicamente la sua intenzione, a valle del closing Abertis, di rinunciare alla carica, come era previsto sin dal 3 agosto scorso". Dunque il Cda ha conferito mandato allo stesso Castellucci "di avviare le procedure per l'individuazione del suo sostituto".
 

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