Associazioni consumatori: Ok 80 euro, ma fare di più per la domanda interna

Roma, 7 lug. (LaPresse) - "Sebbene la manovra degli 80 euro in più in busta paga rappresenti un primo, positivo, passo avanti, vi è ancora molto da fare per rilanciare il potere di acquisto delle famiglie ed attuare una redistribuzione del reddito". Lo affermano in una nota i presidente di Federconsumatori e Adusbef, Roasario Trefiletti ed Elio Lannutti. "Appare evidente - proseguono - che la giusta chiave di lettura per superare la difficile situazione di crisi in cui la nostra economia si è arenata non è stata ancora del tutto individuata".

Federconsumatori e Adusbef elencano una serie di misure che "sono indispensabili" per rimettere in moto la domanda e far ripartire l'economia italiana. Per i rappresentanti dei consumatori è necessario aumentare il reddito delle famiglie, ampliando la platea dei destinatari del bonus anche a pensionati, incapienti e famiglie numerose. In questo modo, stima l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in termini annui i consumi passerebbero da una ripresa del +0,4% ad una del +0,8-0,9%. Inoltre per le associazioni "la ripresa, per essere concreta e duratura, non può prescindere da interventi mirati allo sviluppo del Paese e all'incremento dell'occupazione". Secondo Federconsumatori e Adusbef serve investire in un settore strategico, come quello della rete telematica. A livello di telecomunicazioni, riferiscono i consumatori, Ci troviamo al ventunesimo posto in Europa. La media della velocità di connessione in Italia è di 5,2 Mb al secondo. Il 40% di Olanda, Svizzera e Repubblica Ceca; la metà di Svezia, Irlanda, Belgio, Danimarca e Regno Unito; molto al di sotto di Finlandia, Austria, Norvegia, Germania, Polonia, Russia Romania; meno di Ungheria, Spagna, Slovacchia, Francia e Portogallo. Peggio di noi solo la Turchia (4,3 Mb/s).

"Lo sviluppo della rete, oltre che una priorità, rappresenta una grande opportunità che il nostro Paese non può e non deve lasciarsi sfuggire", dichiarano Federconsumatori e Adusbef, che aggiungono che "investire su tale settore significa non solo crescita occupazionale e sviluppo tecnologico, ma anche incremento della produttività di sistema. Semplificazione della P.a., utilizzo dei Pos, crescita dell'e-commerce, sono solo alcuni degli ambiti in cui tale intervento potrebbe rivelarsi decisivo". "Si tratta di operazioni onerose - concludono le associazioni - ma talmente vitali per il Paese che meritano sia messo in campo ogni sforzo necessario a realizzarlo, a partire dalla vendita di parte (circa il 15%) delle riserve auree".

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