Antitrust: Necessarie liberalizzazioni

Roma, 5 gen. (LaPresse) - Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all'energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell'attività amministrativa. L'Antitrust ha inviato a Governo e Parlamento le sue proposte tecniche per far ripartire la crescita economica in Italia con liberalizzazioni che garantiscano l'equità sociale. Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all'energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell'attività amministrativa: è lo spettro delle proposte tecniche contenute nella segnalazione dell'Antitrust, firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella e finalizzate a rimuovere ogni ostacolo all'apertura dei mercati, per meglio promuovere la concorrenza, la competitività e la crescita del Paese. "Un contributo offerto a Governo e Parlamento - spiega l'Antitrust - nel pieno rispetto della loro autonomia politica e costituzionale ma anche nella consapevolezza che in questa fase storica ci siano tutte le condizioni perché possa finalmente realizzarsi un 'circolo virtuoso' tra Istituzioni rappresentative, forze politiche e Autorità indipendenti volto a conseguire l'interesse generale, superando gli egoismi di parte e le resistenze di quegli interessi consolidati che le politiche di liberalizzazione finiranno inevitabilmente per intaccare". Le proposte sono molte, divise per settore. Per quanto riguarda i servizi pubblici locali l'idea è quella di liberalizzare e privatizzare e introdurre l'obbligo per gli enti locali di definire in via preliminare gli obblighi di servizio pubblico. . Nel settore appalti pubblici inserire nel Codice dei contratti pubblici un espresso divieto di affidamento in house di lavori o forniture. Per il settore dei carburanti l'Autorità propone una più incisiva razionalizzazione della rete distributiva con misure che favoriscano lo sviluppo di operatori indipendenti dalle compagnie petrolifere anche attraverso forme di aggregazione di piccoli operatori e/o di gestori di impianti. Per garantire l'assenza di ostacoli all'accesso a nuovi operatori non integrati verticalmente (pompe bianche e GDO), occorre vietare alle Regioni di inserire vincoli alla apertura degli impianti non previsti dalle norme nazionali e eliminare la norma che impedisce la realizzazione di impianti completamente automatizzati.

Per sviluppare una rete distributiva maggiormente indipendente dalle compagnie petrolifere si dovrebbe consentire l'utilizzo, nei rapporti tra proprietari degli impianti e gestori, di tutte le tipologie contrattuali previste dall'ordinamento eliminando il vincolo della tipizzazione tramite accordi aziendali. Verrebbe così, da un lato, introdotta una piena autonomia del gestore rispetto al soggetto proprietario dell'impianto incentivando, ad esempio, forme di aggregazione di piccoli operatori nell'attività di approvvigionamento. Dall'altro, questo potrebbe consentire alle società petrolifere di rifornire anche punti vendita non appartenenti alla propria rete (rendendo possibile la nascita di impianti multimarca). Per quanto riguarda le autostrade secondo l'Antitrust va modificato il sistema di revisione delle tariffe previsto dalla Convenzione tra Anas e Autostrade per l'Italia, passando a un meccanismo che preveda la sottrazione dal tasso di inflazione del tasso di produttività attesa e, soprattutto, un consistente premio per un miglioramento della qualità del servizio e per i progetti di investimenti futuri, ove verificabili. Per gli aeroporti introdurre modelli di tariffazione non discriminatori, orientati ai costi, all'efficienza ed all'incentivazione degli investimenti, in un contesto di trasparenza nei meccanismi di adozione dei diritti aeroportuali, su cui vigilerà la nuova Autorità. Per il trasporto ferroviario l'Antitrust auspica che sia resa rapidamente operativa l'Autorità dei Trasporti: sarà così possibile vigilare sulla 'terzietà' della gestione di tutte le infrastrutture ritenute essenziali per lo svolgimento di un corretto confronto concorrenziale nei servizi di trasporto ferroviario merci e passeggeri.

Per il trasporto su gomma vanno eliminate le tariffe minime. Nel settore postale è necessario delimitare il perimetro del servizio universale limitandolo esclusivamente a quei servizi essenziali che l'utente non sarebbe altrimenti in grado di acquistare a titolo individuale, individuati dall'Autorità di regolazione preposta. Va inoltre ridotta la durata dell'affidamento del servizio stesso a poste (attualmente fissata a 15 anni). L'esenzione Iva non va inoltre applicata alle prestazioni di servizi postali le cui condizioni siano oggetto di negoziazione individuale. Quanto all'attività di Banco Posta, occorre prevedere la costituzione di una società separata da Poste Italiane, che abbia come oggetto sociale lo svolgimento dell'attività bancaria a pieno titolo e che risponda ai requisiti della normativa settoriale contenuta nel Testo unico bancario. Secondo l'Antitrust per quanto riguarda le banche è preferibile limitarsi a intervenire sulla metodologia di calcolo e sul livello delle commissioni interbancarie multilaterali, piuttosto che prevedere prezzi massimi o minimi delle commissioni applicate dalle banche agli esercenti. Va inoltre introdotto il divieto per la banca che stipula un mutuo o un finanziamento di vendere contemporaneamente una polizza collegata a quel contratto. Sul fronte della Rc Auto occorre migliorare il meccanismo del risarcimento diretto, prevedendo soglie ai rimborsi ricevuti dalla compagnia del danneggiato modulati in funzione degli obiettivi di efficienza che devono essere raggiunti dalle compagnie. Sul fronte farmaceutico occorre liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C) e rimuovere gli ostacoli all'apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica delle stesse. Va ampliata la possibilità della multi-titolarità in capo a un unico titolare, aumentando il numero massimo da 4 a 8. Va incentivato l'aumento del numero delle licenze dei taxi, almeno nelle città dove l'offerta del servizio presenta le maggiori carenze, prevedendo adeguati meccanismi di "compensazione" per gli attuali titolari delle licenze. In particolare, al fine di rendere effettivamente praticabile la riforma, minimizzandone l'impatto, l'Autorità suggerisce di dare la possibilità agli attuali titolari delle licenze di vedersene assegnata un'altra gratuitamente. La nuova licenza potrebbe essere venduta, recuperando la perdita di valore del titolo originario e, comunque, l'offerta del servizio di taxi registrerebbe un miglioramento significativo. Nel settore delle professioni, secondo l'Antitrust, occorre l'abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario mentre gli Ordini vanno riformati, garantendo che la funzione disciplinare sia svolta da organismi che garantiscano un ruolo terzo.

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